Vertice Ue, stop di Conte “Serve accordo su migranti”

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Bruxelles, 28 giu. (AdnKronos) – Giuseppe Conte ha bloccato l’adozione delle conclusioni della prima parte del vertice europeo. Lo si apprende da fonti italiane, mentre è in corso il summit dei capi di Stato e di governo, che a cena dovrebbe affrontare il nodo delle migrazioni. Per Conte, insomma, nothing is agreed until everything is agreed, come si ripete sempre a proposito dei negoziati sulla Brexit, cioè niente è concordato finché non c’è accordo su tutto.

In pratica, perché le conclusioni del Consiglio Europeo vengano approvate occorrerà prima trovare un’intesa sul punto più delicato, quello delle migrazioni. L’Italia, aggiungono le fonti, non sarebbe disposta ad accettare una proposta avanzata dalla Francia, che prevedrebbe la creazione solo in Italia di hotspot di nuova generazione, cioè chiusi e finanziati dall’Ue, come quelli che aveva accettato la Grecia nel 2016. Se invece questi hotspot, o centri di protezione, gestiti dall’Ue e propedeutici ad una redistribuzione dei richiedenti asilo e al rimpatrio di chi non ha diritto alla protezione internazionale, come proposto dall’Unhcr, si trovassero non solo in Italia, ma anche in altri Paesi dell’Ue, allora ci si potrebbe ragionare.

Gli italiani, conferma una fonte Ue, “si sono riservati la posizione su tutto l’insieme delle conclusioni, non essendoci ancora accordo sulle migrazioni”. La situazione di oggi, osserva la fonte, è comunque diversa da quella del marzo 2017, perché allora c’era accordo sulla sostanza delle conclusioni, e la decisione della Polonia di opporsi dipendeva dall’opposizione alla rielezione di Donald Tusk (Varsavia era sostanzialmente d’accordo sulle conclusioni). Oggi invece, almeno allo stato attuale, non c’è ancora accordo sulla sostanza politica delle conclusioni. Comunque, “si spera che siano in grado di trovare un accordo sulle migrazioni e sul resto”, continuano le fonti. In ogni caso, questa notte non ci saranno conferenze stampa dei vertici Ue, che sono rimandate a domani, perché si terrebbero ad un’ora così tarda da essere sostanzialmente inutili. Le conclusioni del Consiglio Europeo non sono un atto giuridico formale, bensì dichiarazioni politiche che devono essere decise in maniera consensuale. “Non c’è dubbio alcuno che le conclusioni possono essere bloccate”, confermano le fonti. Nel marzo 2017 si ovviò all’opposizione della Polonia diramando al termine del vertice conclusioni del presidente del Consiglio Europeo, che tuttavia non sono previste nei trattati Ue e hanno quindi un valore più relativo.

La mancata approvazione delle conclusioni del Consiglio (che o sono unanimi o non sono) da parte di un Paese, pur non costituendo un vero e proprio veto, è una cosa che accade raramente: l’ultima volta è successo appunto nel marzo 2017, quando l’allora premier della Polonia Beata Szydlo decise di non approvarle, indispettita per la rielezione a presidente di Donald Tusk, inviso al Pis, il partito ultranazionalista che esprime il governo polacco. Le conclusioni di quel vertice, nel marzo 2017, formalmente non sono conclusioni del Consiglio Europeo, cioè dei 28, ma conclusioni del presidente Tusk. L’Italia, per sottoscrivere le dichiarazioni dei leader in questo summit, chiede che almeno alcuni dei principi chiave della proposta sulle migrazioni presentata da Conte (European Multilevel Strategy on Migration) vengano riconosciuti nelle conclusioni, che danno l’indirizzo alle politiche dell’Ue.

“L’Italia ha elaborato una proposta che porta a questo Consiglio europeo”, una proposta “che riteniamo assolutamente ragionevole – sottolineava Conte oggi – perché è pienamente conforme allo spirito e ai principi su cui è fondata l’Ue. In tutti questi anni e io stesso, negli incontri avuti con i leader degli altri Stati membri, ho ricevuto molte manifestazioni di solidarietà. Oggi è un giorno molto importante: aspettiamo che queste parole si traducano in fatti. E d’altra parte l’Italia non ha più bisogno di segni verbali e di attestazioni, ma ha bisogno di fatti concreti. Questa è l’occasione giusta”.