Vertice Unesco a Napoli, Colao: Il gap uomini-donne nelle materie scientifiche esiste ancora

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in foto Annamaria Colao

“Il gender gap esiste ancora e si vede dalla troppo scarsa partecipazione delle donne alle materie scientifiche, ancora meno quelle che riescono ad entrare in una carriera vera nel settore. Dobbiamo quindi continuare a rafforzare il concetto in tutte le giovani generazioni che invece è possibile per tutte loro di intraprendere una carriera nelle materie scientifiche se hanno questo talento, questo desiderio. La nostra società non si può permettere di perdere cervelli, nessuno. Che siano donne o uomini, ma per le donne un po’ di più perché la società pretenderebbe da loro il ruolo di mamma e mogli, di chi accudisce la famiglia e faccia lavori più semplici. Invece se c’è un talento nelle materie scientifiche dobbiamo permettere alle donne di coltivarlo”. Così Annamaria Colao, spiega la seconda edizione della “Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza”, celebrata a Napoli dall’Unesco e da Onu Women, in collaborazione con le istituzioni della società civile e i partner, e organizzata da Colao, Chiar holder Cattedra Unesc Educazione alla Salute e allo sviluppo sostenibile ed endocrinologa di fama internazionale, insieme ad Annateresa Rondinella, coordinatrice della Commissione ai Rapporti Istituzionali Rete delle Cattedre Unesco Italiane.

Colao sottolinea che “questa è una giornata di sensibilizzazione – spiega – che dovrebbe riguardare non solo le donne, ma l’intera società. Perché un arricchimento, perché avere persone che si occupino di ingegneria aerospaziale, di chimica, di fisica, di medicina e di matematica, renderà il nostro paese e il mondo migliore. Ci lavoriamo in Italia ma sappiamo anche che purtroppo ci sono paesi in cui le donne non hanno alcuna libertà, nessuna, neanche di far uscire la loro parola e quindi men che meno riuscire a intraprendere una carriera che loro sentono possibile. Il mondo dovrebbe rivoltarsi contro questa situazione”. Dall’ultimo rapporto annuale di Monitoraggio sull’Educazione Globale 2023, incentrato sull’uso della tecnologia nell’educazione globale, e dal Report di genere Unesco 2024 “Technology on her terms”, emerge che le donne sono sottorappresentate nei settori del design tecnologico e nel processo di implementazione delle applicazioni software. Attualmente le ragazze, a livello globale, rappresentano solo il 35% dei laureati nelle materie Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics)e detengono solo un quarto dei lavori nelle scienze, nell’ingegneria e nella tecnologia dell’informazione e della comunicazione. Questa situazione crea un circolo vizioso: essere esposte a norme di genere negative allontana tendenzialmente le ragazze dalle materie STEM, che vengono quindi deprivate dalla possibilità di influire su quegli stessi strumenti che le espongono a stereotipi di genere penalizzanti. “L’Italia – spiega Colao – con l’Europa usa come riferimento la libertà dei diritti delle donne, dello studio e dell’educazione, ma abbiamo ancora moltissime aree grigie in cui bisognerebbe lavorare di più. Siamo probabilmente messi in una scala a metà rispetto a Paesi più avanzati come gli Stati Uniti, ma anche davanti a Paes estremamente più arretrati come in Medio Oriente o l’Africa, che però sta facendo grandi passi in avanti. Io con la cattedra Unesco della Federico II faccio tutto quello che posso per cercare di educare le nostre giovani, e oggi daremo anche delle borse di studio finanziando integralmente la carriera all’università di tre ragazze che son alle superiori a Napoli e hanno già idee chiare sull’area scientifica. Ci lavoro nel mio piccolo, perché, come diceva Maria Teresa Di Calcutta, noi siamo una goccia nell’oceano, ma se non ci fossimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”.