Vestito polimerico per sigillare l’acqua: nel team anche ricercatori napoletani

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Una pellicola sottilissima e biodegradabile in grado di rivestire volumi di acqua che rimangono così racchiusi e sigillati. Possibili applicazioni in ambito agroalimentare, farmaceutico e biomedicale. Questo il risultato dello studio pubblicato su Science Advances da Cnr-Isasi, Cnr-Ipcb, e Cabhc- Iit.’La forma dell’acqua’ che ha dato il titolo alle opere letterarie e cinematografiche di Andrea Camilleri, Daniel Kraus e Guillermo del Toro resta uno dei fenomeni più affascinanti della natura. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti (Cnr-Isasi), dell’Istituto di polimeri compositi e biomateriali (Cnr-Ipcb) e il Center for Advanced Biomaterials for Healthcare dell’Istituto italiano di tecnologia di Napoli (Cabhc-Iit) ha pubblicato sulla rivista Science Advances un articolo riguardante un processo che permette di ottenere una pellicola sottilissima in grado di rivestire volumi di acqua o di materiali gelatinosi a base acquosa, che rimangono così racchiusi e sigillati. Un modo per creare un vero e proprio packaging che consente di controllare, per l’appunto, la ‘forma dell’acqua’. Il processo avviene istantaneamente e in modo completamente spontaneo, a partire da una piccola goccia di soluzione polimerica messa in contatto con la superfice del liquido da confezionare.”Con questo processo possiamo cioè creare vestiti ‘su misura’ a prescindere dalla forma assunta dall’acqua. Il packaging, infatti, avviene sia nel caso di una goccia appoggiata su una superficie, sia nel caso di una goccia pendente da un orifizio o di un film liquido depositato all’interno di un contenitore: in quest’ultimo caso il polimero riveste e sigilla tutta la superficie libera del pelo dell’acqua”, spiegano Sara Coppola e Pietro Ferraro ricercatori Isasi. L’acqua – spiega il Cnr – è una delle sostanze più presenti sul nostro pianeta, copre due terzi della superficie terrestre, è fondamentale per la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi a partire dai micro-organismi. “E per garantire il funzionamento di complessi processi industriali e di trasformazione, quali quelli della farmaceutica e dell’agroalimentare”, proseguono i ricercatori. “Ci si aspetta pertanto che i risultati di queste ricerche trovino applicazione in molte fasi dei più diversi ambiti a partire da quelli biomedicali, visto che la confezione può essere costituita da un polimero biodegradabile e biocompatibile, due requisiti fondamentali per questo settore. Ma riuscire a manipolare piccoli volumi d’acqua e, soprattutto, creare dei rivestimenti che si adattino alle complesse forme che il liquido può assumere è un vantaggio notevole per molti processi nei quali su diverse scale, dal centimetro fino a dimensioni del nanometro (miliardesimo di metro), sono importanti la manipolazione, ingegnerizzazione e funzionalizzazione dei materiali”.”Inoltre, possono essere rivestiti completamente anche volumi di gel o in generale di materiale altamente idratato, come tessuti biologici di una qualsiasi forma quali sfere, cubi, protesi, organi complessi, per trasporto, preservazione e protezione da agenti esterni”, commenta Paolo Netti coordinatore del centro Iit di Napoli.