Vesuvio e piani di emergenza:
dalla Regione fondi ai Comuni

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La regione ha già istituito con delibera il gruppo di lavoro Rischio Vulcanico. Nel frattempo i Comuni con finanziamento regionale possono aggiornare i Piani di emergenza”. La regione ha già istituito con delibera il gruppo di lavoro Rischio Vulcanico. Nel frattempo i Comuni con finanziamento regionale possono aggiornare i Piani di emergenza”. È questo l’annuncio di Edoardo Cosenza, assessore alla Protezione civile e alla Difesa della Regione Campania, che segue di poche ore la pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, delle indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza per rischio vulcanico della zona rossa dell’area vesuviana, emanate da Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione civile. “Insieme a Sergio Vetrella, assessore ai Trasporti – prosegue Cosenza – seguiamo i lavori per avere una viabilità primaria intorno al Vesuvio adeguata ad un’eventuale emergenza di dimensioni enormi. Ci attende ancora un lungo percorso ma lo seguiremo con tenacia”. È dunque ufficiale: come previsto dalla Direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 14 febbraio 2014, che sanciva formalmente per la prima volta la nuova “zona rossa”, ovvero l’area da evacuare in via cautelativa in caso di ripresa dell’attività eruttiva, sono ora stabiliti gli adempimenti in materia di pianificazione che ricadono sull’intero sistema di protezione civile. L’obiettivo è quello di indicare alle componenti e strutture operative la strategia comune da perseguire nell’aggiornamento dei singoli piani di emergenza. Le indicazioni si articolano in 6 sezioni. La prima contiene la strategia generale di tutela dei cittadini e le attività previste nelle varie fasi operative per le diverse componenti e strutture operative. La seconda fornisce indicazioni di carattere generale per la definizione dei Piani interni, di comunicazione e di settore; la terza definisce gli elementi necessari per l’elaborazione dei piani di allontanamento e di accoglienza della popolazione nelle zone gemellate. Nelle altre sezioni, specifiche indicazioni per la pianificazione di emergenza delle amministrazioni territoriali, le attività di pianificazione e coordinamento generale e gli elementi volti a garantire la continuità amministrativa degli enti locali.