Vesuvio, stop agli allarmismi
Il rimedio? Un esodo graduale

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Il vulcano dorme, non corriamo alcun rischio imminente, ora basta con il panico procurato”. Così risponde Francesco Peduto, presidente dell’Ordine dei geologi della Campania, al nuovo allarme lanciato sulla pericolosità del Il vulcano dorme, non corriamo alcun rischio imminente, ora basta con il panico procurato”. Così risponde Francesco Peduto, presidente dell’Ordine dei geologi della Campania, al nuovo allarme lanciato sulla pericolosità del Vesuvio. Un tema che sta attirando l’attenzione di molti esperti: se da un lato Gian Vito Graziano, numero uno nazionale dei geologi, suggerisce di perfezionare i piani di evacuazione con un maggior numero di test ed esercitazioni, per Peduto a questa soluzione va aggiunto il progressivo diradamento delle popolazioni che vivono nella cosiddetta “zona rossa”. L’idea in sé non è nuova: già nel 2005 fu presentato un programma di “decompressione abitativa” che fu chiamato Vesuvia: un progetto di prevenzione culturale non sostitutivo dei piani di evacuazione, con l’intenzione di convincere la gente ad andar via dalla zona rossa offrendo a ogni famiglia 25 mila euro come contributo all’acquisto di una casa in un altro luogo. “Non mi nascondo dietro un dito: quel progetto è miseramente fallito – ricorda Peduto – ma può essere d’ispirazione per una soluzione che si aggiunga ai piani di emergenza, che da soli non sono assolutamente sufficienti”. La nuova e più ampia “zona rossa” è stata ampliata a maggio, includendo 7 comuni in più rispietto al piano del 2001 per un totale attuale di 25 comuni coinvolti nelle province di Napoli e Salerno. Contestualmente sono stati individuati i gemellaggi tra le città coinvolte e Regioni e Province Autonome che accoglieranno la popolazione evacuata in caso di eruzione. “I piani di emergenza ci sono: ora saranno perfetti o perfettibili, ma abbiamo tutto il tempo di verificarlo come suggerisce anche il presidente nazionale – prosegue il vertice dei geologi campani – così come abbiamo tutto il tempo necessario a effettuare un’analisi critica del programma del 2005 e proporne uno nuovo”. L’allarme sul rischio eruzione e la controrisposta degli esperti arriva nel cuore della Settimana del Pianeta Terra che in Campania vede proprio nel Vesuvio il fulcro di molte iniziative. Questa mattina, in cima al vulcano i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia accompagneranno i visitatori alla scoperta degli angoli più suggestivi del cratere.