Veterinari, qualità dei servizi nelle Asl: modelli a confronto

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Un’attenta e folta platea di professionisti e cultori della materia provenienti da tutta la Regione Campania e province limitrofe ha seguito i lavori del convegno svoltosi nel pomeriggio di ieri presso la sala di rappresentanza della Provincia di Salerno. I lavori sono stati aperti dal presidente della Provincia Giuseppe Canfora in veste di ospite e da Luigi Morena, promotore dell’evento e delegato regionale della Società scientifica italiana di Medicina veterinaria preventiva. I saluti e l’intervento di Orlando Paciello, presidente dell’Ordine dei medici veterinari di Salerno che ha sottolineato come “la deontologia professionale e le attività dei medici veterinari pubblici rappresentino un binomio inscindibile e come la qualità dei professionisti della sanità, garantita dagli Ordini professionali, debba essere espressa al meglio da un organizzazione aziendale e da una dotazione di mezzi e persone adeguate al fine di poter avere un servizio sanitario efficiente ed efficace. Questo è il motivo per il quale gli Ordini devono essere interpellati nelle scelte politiche che coinvolgono le attività professionali”.

Tra gli intervenuti, Tino Iannuzzi vicepresidente della Commissione ambiente della Camera, Antonio Cuomo della Commissione lavori della Camera, Giorgio Criscuolo presidente del gruppo alimentare dea Confindustria di Salerno, Salvatore Loffreda direttore regionale della Coldiretti e Vittorio Sangiorgio presidente della Coldiretti Salerno. Hanno relazionato Antonio Sorice del Servizio veterinario dell’Asl di Bergamo, nonché presidente nazionale della Società scientifica italiana di Medicina veterinaria preventiva, il segretario regionale del Sivemp, Giovanni Bruno, e i dottori Caputo e Sarnelli della Regione Campania. Da rilevare la presenza del mondo universitario (i professori Gaetano Oliva, Giuseppe Iovane e Giuseppe Cringoli del Dipartimento di Medicina veterinaria della Federico II) e dei medici chirurghi nella persona di Giovanni D’Angelo vicepresidente dell’Ordine di Salerno.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo politico istituzionale e tecnici che hanno presentato modelli organizzativi già operanti delle Regioni Campania e Lombardia. In particolare Paolo Sarnelli, responsabile del settore Veterinario della Regione Campania ed Vincenzo Caputo, direttore del Centro di riferimento regionale di Igiene urbana veterinaria, hanno illustrato lo strumento del “Polo Integrato” che, attraverso i Centri di riferimento regionali quali il Criuv, il Crisap ed il Cremopar-Mif, eroga prestazioni sanitarie di elevata complessità nell’ambito della Sanità pubblica veterinaria, garantendo qualità, efficienza ed efficacia delle azioni e soprattutto senza costi aggiuntivi per la comunità ma razionalizzando le risorse e sfruttando tutte le competenze presenti sul territorio comprese quelle dell’Università, in particolare del Dipartimento di Medicina veterinaria della Federico II. I dirigenti delle due regioni a confronto hanno proposto i modelli da loro messi in campo e accanto a molte note positive è stato comune il richiamo alla necessità di assicurare il ricambio generazionale e il coordinamento con chi si occupa dalla salute più prettamente umana. Del resto un mondo ancora tutto da indagare è quello che può aprire l’incrocio dei dati tra le patologie uguali o similari che colpiscono uomo e animali (ad esempio in Campania il dato sull’incidenza dei tumori è comparabile). Ha concluso i lavori Vito De Filippo, sottosegretario al Ministero della Salute. I rappresentanti della istituzioni hanno sottolineato la nuova attenzione che anche sulla spinta dell’Expo si sta dando al settore dell’alimentazione e della sua sicurezza, quanto essa incida sulle sorti del Pil italiano soprattutto in termini di export, e su come sia centrale questo tema al di là di quanto si abbia presente quotidianamente. In fondo l’Ue è nata per condividere le politiche agricole, la Cina oggi dopo aver investito in materie prime sta investendo in suoli agricoli. Gli sforzi dell’ultimo Governo nazionale e regionale stanno andando nella direzione di riorganizzare i modelli per recuperare risorse, ma tutto questo non deve condizionare la qualità, l’efficienza e l’efficacia dei servizi da offrire ai cittadini.