Vincenzo Barone si dimette per evitare la sfiducia: voleva portare la Normale di Pisa a Napoli

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Vincenzo Barone

Il professore Vincenzo Barone si è dimesso dalla carica di direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa. Barone ha presentato stamani la lettera di dimissioni che è stata letta in apertura della riunione del Senato Accademico convocato per discutere la mozione di sfiducia nei confronti del direttore stessa. A leggere la lettera è stato il professore Andrea Giardina, vice direttore della Scuola Normale. Pertanto il Senato Accademico ha rinunciato a discutere la mozione di fiducia. Barone ha rassegnato le dimissioni dopo le polemiche, sollevate da studenti e docenti, per la sua iniziativa personale, non condivisa con il corpo accademico e gli allievi, di procedere all’apertura di una sede distaccata della prestigiosa istituzione universitaria pisana a Napoli dando vita a quella che era stata ribattezzata “la Normale del Sud”. Entro due mesi a partire da oggi il corpo elettorale della Scuola Normale eleggerà il nuovo direttore che prenderà il posto di Barone.
Le dimissioni arrivano a circa un mese dall’inizio di una tempesta interna a una delle accademie più prestigiose al mondo mai avvenuta prima in oltre due secoli di storia e che si lega alla cosiddetta ‘gemmazione’ della Normale al Sud, ovvero l’apertura di una succursale della Scuola a Napoli. È l’inizio di dicembre scorso quando la Camera approva una mozione che sancisce lo ‘sdoppiamento’ della Normale di Pisa, con l’apertura di una succursale nel capoluogo campano, presso l’università Federico II. È la ‘Scuola Normale Superiore Meridionale’, questa la denominazione, sostenuta dal governo grazie a un finanziamento di circa 50 milioni di euro in tre anni. La Lega a Pisa però è contraria: il sindaco di Pisa Michele Conti chiede al governo di ripensarci, si oppone il deputato del Carroccio Edoardo Ziello. Alla fine, con il sì definitivo alla Manovra, nasce una nuova scuola universitaria superiore al Sud, ma senza il ‘cappello’ della Normale come avrebbe voluto Barone. Il direttore finisce nell’occhio del ciclone della polemica politica scoprendo presto anche di essere isolato all’interno della sua comunità accademica che lo accusa di avere gestito la vicenda “senza condividerla con il corpo docente e studentesco della Scuola”. Con strascico di proteste mai accadute prima: striscioni alle finestre dei collegi studenteschi e hackeraggio del software dei display delle mense con le scritte ‘Barone dimettiti’. Evidente anche il dissenso dei professori e anche la classe di Scienze, la stessa da dove proviene Barone, firma un documento contro di lui. Oggi, dopo un mese di polemiche, le dimissioni del direttore.