Vino: Foradori Hofstatter, annata 2018 ottima all’85%

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Bolzano, 20 nov. (Labitalia) – “L’annata 2018 la definirei come un ‘rigore senza portiere’: per un 85% è andata benissimo, per il restante 15% è mancato qualcosa, un ultimo tocco. E’ stata un’annata calda, ma non come quella del 2003, quindi l’acidità si è mantenuta. Nel complesso, sono molto contento di questa annata, sia nei miei vigneti in Alto Adige sia in quelli dell’azienda in Germania che ho rilevato nel 2014. In Mosella, in particolare, l’annata resterà negli annali per la quantità che ha fatto scoppiare la cantina, con gradazioni zuccherine mai viste”. Così il produttore vinicolo altoatesino Martin Foradori Hofstätter traccia un bilancio della vendemmia che si è appena conclusa.

E rilancia il progetto di zonazione che si sta portando avanti in Alto Adige: “L’abbiamo avviato 3 anni fa – ricorda – e sta diventando sempre più importante: l’unica via di salvezza, infatti, è quella di andare al dettaglio appunto attraverso la zonazione”. Dopo 10 anni, Martin Foradori Hofstätter è tornato a produrre Sauvignon e per farlo ha scelto un maso di alta montagna, Oberkerschbaum, che si trova a sud di Mazon. Il Sauvignon Oberkerschbaum sarà l’ottavo vino con la denominazione ‘Vigna’ (la sola che garantisce in Alto Adige la provenienza di un vino da un specifico vigneto).

Mentre l’avventura imprenditoriale intrapresa in Mosella è un omaggio alle passioni di famiglia. Martin Foradori Hofstätter è stato il primo italiano a produrre Rieling in Germania: nel marzo 2014, insieme al collega Nik Weis del Weingut St.Urbans-Hof, lungo la Mosella ha colto l’opportunità di rilanciare la storica l’azienda vinicola ‘Weingut Dr. Fischer’, conosciuta per i suoi Riesling e cofondatrice del Vdp, l’associazione tedesca che raggruppa i migliori produttori tedeschi. La cantina, che oggi porta il nome di ‘Dr. Fischer-Hofstätter Weis’ possiede vigneti in alcune delle più vocate particelle che si affacciano sul fiume Saar.