Vino: nuovo logo per il Consorzio dell’Asti Docg

26

Roma, 17 giu. (Labitalia) – È un San Secondo tutto nuovo quello che campeggia nel nuovo logo dell’Asti Docg, nato per evidenziare il legame del Consorzio con il moscato e il suo territorio. Il progetto del nuovo marchio è stato ideato e sviluppato dall’agenzia creativa Hub09 di Torino, che nel realizzarlo si è posta come obiettivo quello di ringiovanirne lo stile, inserendolo in una cornice grafica moderna e accattivante. Chiaro il riferimento all’uva Moscato, i cui acini sono rappresentati da piccoli raggi che uniti formano un grappolo, in una sovrapposizione volta a sottolineare il ruolo del sole nello sviluppo dell’inconfondibile bouquet aromatico dell’Asti e del Moscato d’Asti. A San Secondo, patrono della città che ha dato il nome alla Denominazione, il compito di simboleggiare il territorio di produzione.

La stessa colorazione del cavaliere e del cavallo arricchisce il logo di ulteriori richiami. Da un lato, le linee ondulate rappresentano i vigneti coltivati a ‘girapoggio’, dall’altro la puntinatura identifica le delicate bollicine dell’Asti e del Moscato d’Asti Docg. La linea che circonda l’immagine senza chiudere il cerchio, nel simboleggiare il confine tra l’Asti Docg e il mondo circostante, esprime l’apertura della Denominazione verso l’esterno. Una sorta di invito a visitare le nostre colline, rivolto a tutti i wine lover italiani e stranieri. E infine la novità più attesa e importante è costituita dall’inserimento del nome Moscato d’Asti nel logo. Un riconoscimento dell’attuale ruolo del Moscato a tappo raso, affermatosi sul mercato nazionale e internazionale al punto da far parlare di una vera e propria ‘moscato mania’

“Se è vero che il logo di un Consorzio deve essere la sintesi visiva di una Denominazione, allora – sostiene Romano Dogliotti, presidente del Consorzio di tutela dell’Asti Docg – non possiamo che essere contenti del lavoro svolto. Nella nuova immagine c’è tutto quello che il Consorzio simboleggia. Partendo dalla sua uva di riferimento si giunge fino al patrimonio storico e culturale che il nostro territorio è in grado di esprimere. È infine importante lo spazio dato al Moscato d’Asti, prodotto sempre più rilevante per l’economia territoriale che, assieme alle versioni secco e dolce dell’Asti Docg, completa l’offerta di vini di alta qualità da noi tutelati”.