Vino: tutto pronto per il primo Pantelleria Doc Festival

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Trapani, 28 ago. (Labitalia) – Conto alla rovescia per il Pantelleria Doc Festival, promosso dal Consorzio dei Vini Doc e dal Consorzio turistico Pantelleria Island, con il patrocinio del Comune e del Parco nazionale Isola di Pantelleria. Dieci giorni di iniziative per svelare la vera identità dell’isola giardino del Mediterraneo, dove il paesaggio agricolo, il mare e la natura vulcanica sono gli elementi attrattivi per un turismo che privilegia la natura e la cultura dei luoghi, anche attraverso i vini, il cibo e la ricchissima storia di un territorio unico nel suo genere.

E’ proprio questo insieme di elementi che il Pantelleria Doc Festival presenta dal 31 agosto al 9 settembre, un ricco programma di appuntamenti che coinvolgerà le diverse contrade, con iniziative culturali, percorsi benessere, pratiche sportive all’aria aperta, degustazioni di vino e cibo, approfondimenti tematici legati all’identità dell’isola che, ogni giorno, l’organizzazione del Festival ha sviluppato per far vivere al turista un’esperienza diretta e personale con Pantelleria.

“Sperimentiamo un nuovo modello integrato di turismo – afferma Benedetto Renda, presidente del Consorzio dei vini Doc di Pantelleria – che vede la filiera vitivinicola protagonista. Questo territorio si presta ad essere vissuto nella sua profonda integrità, come modello produttivo storico e ad alto contenuto culturale. Il processo di interazione è oramai avviato e il Pantelleria Doc Festival costituirà un appuntamento che vorremmo diventasse annuale e protratto nel tempo, superando i limiti della sola stagione estiva”.

Cultura del vino, agricoltura in equilibrio con la natura, convivialità e benessere fisico, fanno del soggiorno pantesco un’esperienza unica nel suo genere. Tutti i giorni, dalle 9,30 alle 12, sono previsti percorsi guidati: per i più sportivi, il trekking e la bicicletta permetteranno di conoscere alcuni degli angoli più nascosti dell’isola; per gli amanti dell’archeologia, sono invece previste escursioni nei siti che raccontano la storia dell’isola, dai Sesi fino all’epoca dei Fenici e dei Romani. Non meno interessante, sempre nella stessa fascia oraria, è da provare l’ampio percorso dedicato al benessere attraverso i vari fenomeni termali che fanno dell’isola una Spa a cielo aperto.

La prima tappa dell’escursione è Gadìr, piccolo borgo di pescatori. Qui è possibile rilassarsi con un bagno caldo termale e praticare il rito del calidarium-frigidarium già in voga al tempo dei romani. Le acque delle sorgenti marine hanno una temperatura che va dai 39° C fino ai 50° C, e il loro potere terapeutico è riconosciuto da tempi immemorabili.

Presso il Lago di Venere, alimentato dalle acque piovane e da sorgenti di origine vulcanica, in uno scenario naturale di straordinaria bellezza, sono assolutamente da provare i fanghi sulfurei che, in tanti, praticano lungo le sponde di questo specchio d’acqua dai colori cangianti e meta di una fauna migratoria di rilevanza naturalistica. Poi, nella particolarissima grotta di Benikulà, si può invece fare il cosiddetto ‘bagno asciutto’, una vera e propria sauna naturale alimentata dal calore residuo del vulcano, come fosse un respiro.

Nell’ottica di proporre al turista un’offerta davvero integrata, tutti questi percorsi, sia quelli sportivi che quelli archeologico-culturali e del benessere, si concluderanno con un brindisi presso le cantine associate al Consorzio Pantelleria Doc: Basile, De Bartoli, Donnafugata, Coste di Ghirlanda, Murana, Pellegrino e Vinisola. “E’ un modo per celebrare tutti insieme il valore di una cultura agricola straordinaria – sottolinea Renda, che è anche amministratore delegato di Cantine Pellegrino – che, dovendo superare le condizioni estremamente difficili sull’isola (territori vulcanici aspri e scoscesi, assenza di fonti d’acqua dolce, costante presenza dei venti), ha saputo interpretare la natura dei luoghi”.

E questo, osserva, “ricorrendo all’utilizzo dei terrazzamenti, dei muretti a secco, dei Dammusi e dei maestosi giardini panteschi e a pratiche colturali che, seppur molto faticose, consentivano la coltivazione della vite, dell’ulivo, del cappero e degli alberi da frutto”. “Un giardino meraviglioso posto al centro del mare e tra due continenti. Non è un caso che la coltivazione della Vite ad Alberello a Pantelleria abbia avuto, nel 2014, il riconoscimento Unesco e sia stato inserito, unico caso nel suo genere, tra i beni immateriali dell’umanità”, ricorda.

I produttori vitivinicoli sono inoltre protagonisti di visite guidate la mattina, dalle 9,30 alle 11,30, sul tema della viticoltura eroica e al pomeriggio, dalle 18 alle 19,30, per approfondimenti sulle tecniche di vinificazione e per le degustazioni. Protagonista è il pregiato Passito, ma anche altre tipologie ottenute dalle uve Zibibbo e previste nell’ambito della Doc Pantelleria, come il vino bianco secco e i vini spumante.

Estremamente vari sono anche gli appuntamenti che si terranno al Castello; tra quelli dedicati alla cultura del territorio, si terranno seminari sui prodotti d’eccellenza come i vini o le pregiate lenticchie di Pantelleria, proiezioni e presentazioni di libri; il 3 settembre lettura dei testi vincitori del ‘Concorso per brevi storie sull’isola e sul vino’; il 5 settembre il Castello ospiterà la ‘Notte bianca della Poesia’ a cura del Comitato Preziosa Pantelleria; l’8 settembre si discuterà del ‘Parco che vogliamo’ e delle prospettive di sviluppo del territorio che l’istituzione del Parco nazionale può offrire.

Il Castello sarà anche la sede del ‘Mercato Pantesco’, che permetterà ai visitatori di scoprire i vini e tante altre specialità prodotte sull’isola: dalle conserve all’olio, dai prodotti dell’orto ai capperi e ai prelibati formaggi vaccini.

“Il Festival – spiega Benedetto Renda – intende promuovere i vini insieme a tutto quello che di eccezionale l’isola offre: un binomio di straordinario interesse turistico. Siamo contenti che la sinergia messa in campo insieme al Consorzio Pantelleria Island, abbia avuto il patrocinio da parte dell’amministrazione comunale così come del Parco nazionale. Uno spirito di collaborazione che è stato sposato anche dalla compagnia aerea danese, la Dat, che cura i collegamenti tra la Sicilia e la perla nera del Mediterraneo. Stesso impegno anche con la Scuola Omnicomprensiva di Pantelleria che supporterà la segreteria del Festival con 3 studentesse dell’indirizzo turistico, nell’ambito di un progetto di alternanza scuola-lavoro”.

Il legame profondo tra la famiglia Pellegrino e Pantelleria inizia nel 1992, anno di fondazione della cantina di vinificazione sulla via che oggi porta il nome del fondatore, Carlo Pellegrino. In occasione della prima edizione del Pantelleria Doc Festival, enoturisti e appassionati del buon bere potranno visitare la cantina e scoprire tutti segreti sui vini di Pellegrino ottenuti dalle uve di zibibbo, il vitigno principe di Pantelleria, coltivato con la tecnica dell’alberello pantesco. Il Festival innesterà il racconto proprio sulla viticoltura eroica, simbolo stesso di Pantelleria, distribuendosi in una miriade di eventi che, partendo dalla scoperta del territorio e dei suoi prodotti, restituiranno una fotografia d’insieme unica, espressione di una sinergia autentica tra vino e turismo.

“Il termine viticoltura eroica – dice il presidente del Consorzio vini di Pantelleria Doc e amministratore delegato di Cantine Pellegrino – non è utilizzato a caso, o arbitrariamente. Produrre vino a queste latitudini, che si tratti di passito, vini secchi o spumanti, è una vera propria impresa eroica: in media, infatti, a Pantelleria occorre più del triplo del tempo di lavoro che si richiede in altre realtà territoriali. Le condizioni geografiche estreme, l’orografia dei terreni in forte pendenza, il vento che soffia costante, le limitate disponibilità di manodopera, la scarsità di piogge e l’assenza di sorgenti d’acqua dolce rendono l’attività dei vignaioli un miracolo continuo, premiato dalla qualità di vini che non hanno eguali in tutto il panorama enologico”.

“Il Pantelleria Doc Festival – conclude Benedetto Renda – riunisce un mix irripetibile tra natura, sport, cultura, enogastronomia ed eventi mondani: un programma eccezionalmente variegato il cui trait d’union sono i vini panteschi e l’uva Zibibbo da cui nascono, corpo e anima dell’isola”.