Vino: Wine trade monitor, Italia tra paesi origine in cui vendite progrediranno

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Roma, 20 set. (Labitalia) – I vini italiani guadagnano terreno e l’Italia viene indicata dal 41% degli operatori tra i Paesi d’origine le cui vendite progrediranno maggiormente da oggi al 2020. Ciononostante, per un operatore su due, la Francia mantiene ancora il suo vantaggio in particolare negli Stati Uniti, Hong-Kong e Belgio. E’ uno dei principali risultati che emerge dal Wine Trade Monitor 2018, studio dedicato ai vini che delinea le prospettive future e che quest’anno include per la prima volta i vini frizzanti, presentato da Sopexa, agenzia specializzata nel Food & Drink a livello internazionale.

Il metodo Sopexa è esclusivo: interrogare gli operatori locali, veri intermediari tra i brand e i consumatori, per raccogliere le loro percezioni e così comprendere e anticipare i trend che si profilano per i prossimi due anni. Nel 2018, il Wine Trade Monitor si concentra su sei paesi chiave: Belgio, Stati Uniti, Canada, Cina, Hong Kong e Giappone. Un totale di 781 professionisti (importatori, agenti, grossisti, distributori e pure player dell’e-commerce), di cui il 77% rappresentato da decisori chiave (ad, sales managers, buyers), hanno risposto alla nostra indagine online.

L’indagine mostra anche una relativa fragilità dei vini francesi sui mercati cinesi e canadesi dove saranno sempre più messi in difficoltà dai vini italiani. È in Canada che questi ultimi ottengono, infatti, il miglior risultato: il 56% degli operatori gli attribuisce un posto nella top 3 delle origini che incrementeranno maggiormente. I vini italiani, secondo quanto indicato dal 42% degli intervistati, guadagnano in termini di visibilità anche in Cina dove fanno la loro entrata tra i tre migliori aumenti di vendite previste da oggi al 2020. I vini francesi restano imprescindibili per 9 professionisti interrogati su 10. Seguono i vini italiani (76%) e spagnoli (71%). Parallelamente, acquistano importanza alcuni competitor, indicati dal 45 al 56% degli operatori, guidati da Cile, Australia e Stati Uniti.

Se si considera, poi, l’immagine e la reputazione dei vini in base alla loro origine, in generale, e per il 64% dei partecipanti all’indagine, è ancora l’origine Francia che riporta la migliore performance, distanziandosi nettamente dai suoi concorrenti. Si rileva, però, una perdita di valore dell’immagine francese in Cina e in Canada. La Spagna e il Cile si distinguono per quanto riguarda i parametri dell’’attrattività dei prezzi’ e dei ‘vini per tutti i giorni’, davanti all’Italia che, invece, sembra riportare buoni risultati nell’ambito ‘innovazione’.

L’indagine prende anche in considerazione l’evoluzione di formati e packaging. I paesi asiatici restano particolarmente legati al vino in bottiglia e il 66% degli operatori asiatici prevede la più alta crescita per i formati mezza bottiglia e altri piccoli formati. Formati alternativi aumenteranno in Nord America: più del 40% punta sul Bag in Box e sulle lattine. Ben accolte nei Paesi asiatici, i packaging e le etichette smart non convincono l’America del Nord. Il 75 % dei professionisti giapponesi intervistati e il 54% dei cinesi indicano che sono una risorsa per rassicurare il consumatore iperconnesso sull’autenticità e la tracciabilità del prodotto. Quanto alle categorie ‘vincitrici’, i vini bio per la prima volta sono nella top 3 delle più promettenti per oltre il 35% degli operatori (escluse Cina e Hong Kong). La ‘denominazione regionale’ fa vendere e resta globalmente il criterio di valorizzazione maggiore previsto da oggi al 2020. La categoria Rosé continua a crescere in Nord America per più di un professionista americano su 4 e più di un canadese su 2.

Se si considerano le regioni e le performance future, emergono 4 regioni francesi leader per il vino rosso: Bordeaux, Languedoc, Côtes du Rhône e Borgogna. I vini bianchi di Marlborough (Nuova Zelanda) si impongono ovunque, eccetto in Belgio, nella top 2 dei più promettenti, ma la Loira ha conquistato gli americani. Ottimi risultati per i vini rosé della Provenza e della Corsica, che il 63% degli operatori indica nella top 3 delle vendite future dei rosé. Prosecco e Cava sono i vini frizzanti più attesi su tutti i mercati. Infine, la dinamica dei vitigni: se la classifica dei 4 vitigni classici rimane stabile (Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot Nero, Merlot), il successo dello Chenin Blanc negli Stati Uniti potrebbe essere l’elemento di punta di una nuova tendenza da monitorare.