Violenza morale

60

Ieri, giornata mondiale contro la violenza sulle donne: fenomeno radicato anche nelle società più emancipate del 21 secolo.
Si parla di violenza fisica tanto quanto di quella morale che ferisce ugualmente chiunque l’abbia subita. Entrambe conducono a sentimenti di rassegnazione e repulsione verso gli altri e verso se stessi.
C’è chi riesce ad uscirne e chi no, ma il segno resta per tutte quelle donne che si siano trovate nella situazione anche solo una volta.
Ogni giorno tutti noi combattiamo una battaglia contro noi stessi indipendentemente da ciò che affrontiamo nella vita, perché ci tocca dover lottare anche contro stereotipi, discriminazioni e pregiudizi.
È difficile sormontare tutti questi ostacoli e spetta a noi farci valere con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione: forza di volontà, coraggio, stima di noi stesse.
Tutti fin da piccoli siamo stati giudicati o siamo stati segnati da false attribuzioni caratteriali ad opera di ‘’psicologi naif’ o di chi agisce per pura cattiveria. Questi giudizi hanno influito e influiscono sulla percezione che abbiamo di noi stessi: di sapere, di essere in grado di fare, sentire, esprimere, essere o divenire qualcosa.
Se crediamo di essere come gli altri ci descrivono, finiamo per immedesimarci in tratti, per lo più negativi, che in realtà non avremmo mai considerato fino a quel momento. E da qui nasce la cattiva autostima di noi stesse con cui dobbiamo convivere per poi decidere se arrenderci definitivamente ad essa o superarla.
Il trauma di una donna vittima di violenza ha ripercussioni molto gravi sul suo benessere mentale, che viene mirato ogni qualvolta un uomo non si comporta come tale. Il nostro compito è appunto ricordarci ogni giorno quanto è alto il valore di noi stesse e quanto è basso il valore di chi non crede in noi.