Visita a Pompei, Mattarella: Necessario valorizzare il nostro patrimonio culturale

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“Il nostro Paese ha il patrimonio artistico e culturale più grande del mondo. C’è esigenza non solo di conservarlo ma anche di valorizzarlo ed è un nostro dovere farlo, sia nei confronti della nostra storia che del nostro futuro”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Pompei in occasione della inaugurazione della mostra di Mitoraj. 
“Ogni investimento per la cultura – ha spiegato il capo dello Stato – è speso anche ai fini della crescita del nostro Paese. Questo sito, come tutto ciò che viene prodotto dalla cultura, ha una grande ricaduta per l’intera società anche di carattere economico. Gli investimenti che si fanno nella cultura non sono solo un dovere di qualità della vita sociale ma provocano ricaduta di crescita economica”. 
Quanto alla mostra Mattarella ha parlato di una “straordinaria combinazione tra l’antichità e la contemporaneità”. Una mostra che “comporta un ulteriore beneficio, consente di valorizzare questo straordinario sito che è Pompei che non a caso dopo il Colosseo e Fori imperiali è tra i più visitati”. Una collocazione, le statue gigantesche in bronzo, che per Mattarella “sembra assolutamente naturale, probabilmente qualcuno verrò ingannato, penserà che sono opere di allora perché la cultura non ha tempo e confine”.
“E questa è la straordinaria emozione che si prova, questa integrazione tra arte antica e arte moderna, tra questa straordinaria città di duemila anni addietro e questo artista dei nostri tempi”. 
“E’ un rammarico che Mitoraj, che ci teneva ad esporre le sue opere qui, sia morto poco tempo addietro – ha concluso il Presidente in un incontro con la stampa – ma è stata una grande scelta quella di realizzare il suo sogno che offre a tutti i visitatori questa straordinaria possibilità”. 

Il Presidente della Repubblica ha quindi lasciato gli Scavi di Pompei e ha raggiunto la Basilica dedicata alla Beata Vergine del Santo Rosario per una visita privata. Il Capo dello Stato è stato accompagnato dall’arcivescovo Tommaso Caputo e dal rettore del Santuario, don Mocerino.