Visita del principe Saudita in Italia, il lavoro della diplomazia

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In foto il principe Faisal Bin Sattam Bin Abdulaziz al Saud

Nella giornata di martedi 28 maggio 2019, S.A.R. il Principe Faisal bin Sattam bin Abdulaziz Al Saud, Ambasciatore del Regno dell’Arabia Saudita in Italia, Malta e San Marino, ha effettuato una visita di cortesia alla Presidente del Senato della Repubblica Sen. Maria Elisabetta Alberta Casellati, con la quale si è intrattenuto in cordiali colloqui incentrati su tematiche di mutuo interesse e sulla comune volontà di esplorare prospettive per consolidare ulteriormente le solide e radicate relazioni intercorrenti tra i due Paesi.
Il boom tra Italia e Arabia Saudita e’ rappresentato al momento dalla grande quantità di medici italiani che lavorano nel Paese Arabo: Stipendi d’oro, regime fiscale benevolo e tante altre agevolazioni attraggono sempre più professionisti della nostra sanità verso il Golfo. Fino a ieri erano i calciatori a fine carriera che andavano a farsi coprire d’oro nei ricchi Paesi arabi. Ora, a fare le valige, puntando verso Oriente, sono i nostri medici e infermieri. Attratti da stipendi da sogno e benefit impensabili in Italia, dove gli ospedali continuano ad assumere col contagocce e chi ha la fortuna di lavorarci lo fa con turni massacranti, stipendi bloccati da un decennio e prospettive di carriera ridotte al lumicino.
Così sempre più professionisti della sanità espatriano e a sorpresa. La maggioranza di loro, uno su tre, sceglie proprio i Paesi arabi: tra cui soprattutto Arabia Saudita A rilevarlo è un’indagine condotta dall’Amsi, l’Associazione dei medici stranieri in Italia, che in cinque anni ha contato più di 5mila richieste di trasferimento all’estero da parte dei nostri medici e mille domande presentate da infermieri professionali, con un’impennata del 40% nel 2018. E il 30% di chi decide di fare fortuna all’estero punta deciso verso la penisola arabica, da dove è partita già la caccia ai nostri professionisti della salute, bistrattati in patria, ma richiestissimi all’estero per la loro buona formazione.