Visite specialistiche, prenotazione in farmacia: intesa Federico II-Federfarma-Assofarm

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Prenotare un esame oppure una visita specialistica comodamente nella farmacia sotto casa: a partire da lunedì, infatti, sarà possibile farlo anche per le strutture del Policlinico Federico II grazie all’accordo siglato tra Federfarma Napoli, rappresentata dal presidente Michele Di Iorio, Assofarm, rappresentata dall’avvocato Domenico Della Gatta e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, rappresentata dal Direttore Generale Vincenzo Viggiani e dal Direttore Sanitario Gaetano D’Onofrio. Un protocollo, quello firmato ieri, – spiega una nota – che contribuisce ad allargare il novero dei servizi offerti alla cittadinanza, ma soprattutto a snellire le liste d’attesa; questa volta, infatti, a differenza dei precedenti servizi CUP, sarà possibile prenotare in farmacia una prestazione presso il Policlinico, indipendentemente dall’Asl di appartenenza. Ciò significa che qualsiasi cittadino residente tanto in città quanto in qualsiasi altro comune della provincia napoletana potrà fissare l’appuntamento per la propria visita al Policlinico di Napoli in qualsiasi farmacia di Napoli e Provincia. “E’ un’ulteriore iniziativa – commenta Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli – che dà valore al ruolo delle farmacie come front-office della salute e del benessere”. “L’accordo siglato – prosegue Di Iorio – è solo un punto di partenza e non un punto d’arrivo; dopo il Policlinico, contiamo, nelle prossime settimane, di chiudere lo stesso accordo con il Cardarelli, dove la condivisione delle necessarie soluzioni tecnico informatiche è già in fase avanzata, ed a seguire con tutte le altre strutture ospedaliere come il Monaldi, il Santobono, per poi definire lo stesso accordo anche con l’IRCS Pascale”. “Solo a quel punto – conclude Di Iorio – l’agenda delle varie strutture ospedaliere sarà completa, il che vuol dire offrire al cittadino il più ampio ventaglio di possibilità per la scelta di una prestazione sanitaria, riducendo sensibilmente le liste d’attesa, e riavvicinando anche le persone alla giusta percezione delle offerte del sistema sanitario regionale, spesse volte più vaste di quanto non percepite”.