Vittima a Grosseto

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A Grosseto, un ragazzo di venticinque anni è stato oggetto di insulti razzisti, per poi arrivare ad una violenza fisica. La vicenda è avvenuta sulla spiaggia di Castiglione Della Pescaia e la vittima, Dabakh Mankara, residente da quattro anni in Italia, stava sistemando i suoi oggetti per il mare, quando due ragazzi lo hanno insultato e picchiato davanti alla platea. La conversazione è avvenuta in questo modo: “Appena ho tentato di sistemarmi sono stato subito aggredito verbalmente da un uomo sui 40 anni. ‘Qui non ci puoi stare, vai via. Negri di m… qui non ci dovete stare…’ mi ha detto prima di tirarmi un pugno in faccia”, racconta Mamady. “Io ho cercato di reagire, sono intervenute altre persone e ci hanno separato. Mentre mi stavo allontanando è arrivato un suo amico e anche lui mi ha colpito. Mi dicevano: ‘Voi negri che venite qui a violentare le bambine'”. Il ragazzo senegalese ha avuto delle ferite, che in sette giorni dovrebbero guarire, ma i “segni emotivi” resteranno per sempre. Tutti gli avvenimenti che si sono verificati in questo periodo, ad esempio il Covid-19, l’epidemia mondiale che ha portato a fattori gravi tra cui l’isolamento, una crisi economica e vari disturbi mentali, sembra che non abbiano fatto riflettere molte persone. E’ incredibile pensare che la discriminazione sia ancora così presente nel ventunesimo secolo e per di più in una situazione così delicata: riuscirsi a mettere nei panni di qualcuno, quindi provare empatia per una persona, non è la cosa più facile, ma è giusto dover evitare le situzioni in cui una persona possa sentirsi sbagliata. Il punto centrale è proprio la tendenza erronea a far sentire un soggetto inadeguato solo perché si allontana da quello che noi riteniamo “giusto”; non siamo noi a decidere cosa possa andare bene e cosa, invece, non rientra nei nostri canoni, ma soprattutto un giudizio non può portare a tale violenza fisica.