Vlad. Una leggenda napoletana: una Graphic Novel indaga i segreti dell’Impalatore

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di Fiorella Franchini

Le leggende sono racconti che nascono quando ”l’immaginazione popolare gioca con la realtà” e Napoli è una delle città in cui fantasia e verità sanno mescolarsi nel suo ventre poroso scaturendo da fonti insospettabili. Nasce da un’indagine del giornalista Paolo Barbuto l’ipotesi che nel complesso monumentale di Santa Maria la Nova possa essere stato sepolto il Principe Vlad III di Valacchia detto “Țepeș”, l’impalatore, conosciuto come “Dracula”. Nel il 2014 sulle pagine de “ll Mattino”, il cronista raccontò lo studio dei fratelli Raffaello e Giandomenico Glinni, che ritenevano di aver identificato, nel sepolcro di Matteo Ferrillo, camerlengo di re Ferrante d’Aragona, situato all’interno del sacro edificio angioino, il possibile luogo di sepoltura segreto del principe di Valacchia, personaggio storico che verso la fine dell’Ottocento avrebbe ispirato lo scrittore irlandese Bram Stoker per la creazione del famoso vampiro. Una figlia segreta di Dracula, Maria Balșa, sarebbe giunta alla corte aragonese e avrebbe sposato Giacomo Alfonso Ferrillo, facendo poi  giungere l’illustre padre a Napoli, in base all’alleanza dell’Ordine del Dragone tra il principe, il re Mattia Corvino d’Ungheria e Ferrante d’Aragona. L’Ordine prevedeva un accordo di mutuo soccorso in caso di attacco da parte degli Ottomani. Vlad III, dunque, non sarebbe morto in battaglia ma sarebbe stato condotto, probabilmente sotto mentite spoglie, a Napoli, protetto dai suoi alleati in vista di una imminente crociata che il papa del tempo avrebbe voluto promuovere, e mai portata avanti. Strani simboli presenti sul marmo della sepoltura del Ferrillo,  un enorme drago, simbolo dell’alleanza, fregi di natura balcanica,  delfini dalle code incrociate, richiami alla storia di Vlad, sembrano confermare la teoria, ma la veridicità è ancora da provare definitivamente e l’indagine continua. Iscrizioni che, forse, non erano passate inosservate a Bram Stoker il quale, alla morte del padre, aveva raggiunto la famiglia a Napoli e vi aveva soggiornato per alcuni mesi, compiendo diversi viaggi nel Sud Italia. Ben pochi sanno che la città dei sangui è legata anche ai vampiri: 150 anni prima del “Dracula” di Stoker, un avvocato studioso del mistero, Costantino Grimaldi, nipote del duca di Acerenza, scrisse “Dissertazione sopra le tre magie” in cui parlava di vampirismo. Nel 1744 venne pubblicata la “Dissertazione sui Vampiri” dell’arcivescovo di Trani Giuseppe Davanzati. Compare tra i misteri più antichi una nuova, emozionante narrazione  che non poteva sfuggire ai cercatori di favole partenopee Emanuele Pellecchia e Francesco Saverio Tisi che hanno voluto dedicarle un intero volume a fumetti, il terzo della serie intitolato Vlad. Una leggenda napoletana, edito dalla Phoenix Film Production.  “I fumetti sono una lingua internazionale, possono attraversare confini e generazioni. I fumetti sono un ponte tra tutte le culture” ha scritto il fumettista Osamu Tezuka e i personaggi prendono vita dalla matita di Alessio Monaco, le tavole, vignetta dopo vignetta ci conducono  nel regno di Vlad, lo seguono nelle sue avventure, nelle sue tragedie fino a un inquietante epilogo. La copertina rossa evoca da subito immagini eroiche e di battaglia, coraggio e morte, il sangue del condottiero e quello dei nemici, l’amore per la sua sposa, la china nera suggerisce tenebre e segreti, il cupo dolore, eppure la banale curiosità lascia ben presto il posto a un profondo desiderio di verità. L’intreccio dell’inchiesta raccontata dagli autori sorprende e sopravanza la fantasia, diviene  uno strumento intimo per raccontare con un linguaggio nuovo il vincolo dei sentimenti. Una Graphic Novel dai toni epici e noir stemperati dalla concretezza del reporter. La storia del principe di Valacchia avvince più della leggenda di Dracula, perché fa trapelare dietro il velo del mistero la trama complicata di una vita intrappolata nelle maglie del tempo.