Voli charter per i migranti

55

Finché viveva Saddam Hussein c’era la pace in Medio Oriente e nel Golfo. Bin Laden e i talebani, in confronto all’ISIS, erano chierichetti. Oltre che gli stupri, adesso col terrore è arrivata la schiavitù. Abbiamo tutti paura. Grazie, Bush. Nessuno può negargliene il merito. In Libia è scoppiata la guerra civile. Alfano dà la colpa all’Europa, come se noi non ne facessimo parte. La Chiesa accusa di assenza il Governo. Ma non c’è neppure lo stato. Due tribù nemiche devastano il territorio. Chi può, fugge. Gli inglesi non furono lungimiranti. Per avere l’egemonia sui paesi che avevano colonizzato, divisero l’Africa in modo che le etnie litigassero sempre tra loro. Fu un grave errore che ci si è ritorto contro. Bisogna ridisegnare il continente, ripristinare le frontiere naturali e abbattere quelle politiche. L’esodo è un fenomeno antropologico che nessun respingimento può fermare. Se ne può solo prendere atto e affrontare il problema. Si rassegni Salvini – pover’uomo, non sapendo che il Vangelo è più severo del Capitale, accusa i vescovi di comunismo – che vorrebbe risolverlo bombardando le imbarcazioni e arrestando gli scafisti. Ci conviene – come i radicali che vogliono liberalizzare la droga per frenare il traffico illecito – andare a prendere chi ne ha diritto con voli low cost. Almeno, non dovremo mantenerli, né vederli morire a migliaia. Ogni anno annegano più di duemila immigrati. Molti con centinaia di euro in tasca. Con questo denaro e quello che investono nel viaggio potrebbero persino aprire un’attività propria e contribuire alla produttività del nostro paese. Ma sono in tanti, protetti dalla politica, a speculare sui rifugiati. Che muoiano pure.

I criminali sono più saggi

Non c’è un progetto. Solo parole, come qualsiasi piazzista. Nessun risultato. Tanto che Confindustria critica l’operato del governo al pari dei sindacati. Adesso, quindi, l’inettitudine è certificata. L’economia non c’entra, la crisi è sociale. Ecco perché è necessaria e urgente una rivoluzione morale. Intellettuali, borghesia, ceto produttivo, un tempo alla guida della società, mendicano, come tutti, briciole di potere. Dobbiamo smetterla di rubare. Ma chi comincia? Siamo ormai tutti corrotti. Servono riforme, per snellire la burocrazia e le procedure giudiziarie, per tutelare i diritti delle persone oneste, per neutralizzare i farabutti. Invece, smantelliamo la democrazia, abolendo il senato elettivo. Un contrappeso essenziale per l’equilibrio dei poteri dello stato. Così, tutto dipenderà dalla camera, che gode anche del premio di maggioranza. Deciderà la nomina del governo, oltre che l’elezione del capo dello stato, del CSM e della Consulta. Rinunciando alla propria dignità, nella speranza di mantenere il posto, i parlamentari si offrono al padrone. Nessuno riflette sul danno che stanno procurando ai loro stessi figli. Intervengano le madri e le mogli, come nella criminalità organizzata, dove almeno le donne non delinquono. Aprano gli occhi al familiare che voterà e deciderà del destino del paese. Se si vogliono ridurre le spese della politica, si dimezzino deputati e senatori. Ma il senato ha garantito finora libertà e diritti. Dio non voglia che un giorno un malintenzionato ne approfitti. Ma è rischioso anche oggi stesso.

Quando il denaro è in mano agli stolti

Se Tohir, Bee & C avessero uno spessore culturale lievemente maggiore e fossero più lungimiranti, non butterebbero soldi nel calcio ammalato e corrotto. Li investirebbero nella ricerca scientifica, nella tutela dei diritti umani, nell’arte, nell’utilità e nell’evoluzione sociale. Sarebbero considerati cittadini benemeriti e benefattori dell’umanità. Invece, preferiscono mettersi nelle mani di volponi che hanno fatto soldi prima di loro e sanno come si spennano per bene i polli. Anche in estremo oriente, i nuovi ricchi credono che acquistare porzioni di grandi squadre dia visibilità e notorietà. Forse sperano pure che sia un investimento produttivo. Invece, è denaro immoralmente sprecato. Scodinzolano per l’Europa – poveri sciocchi – in cerca di chi gli ceda parte di azioni fallimentari promettendo visibilità e importanza. Nel massimo campionato ci sono, invece, squadre di provincia non gradite dal potere sportivo, perché povere. Sassuolo, Verona, Frosinone e Carpi, arrivate in Serie A per merito, per miracolo e senza barare, sono destinate a vita molto breve. Perché senza finanziatori, né sostenitori, e neppure benefattori orientali. Soprattutto in quelle civiltà si dà una mano a chi la chiede senza averne bisogno. Per di più le società da scudetto non possono che regredire. Quanto più gratificante moralmente sarebbe, invece, fare crescere chi è minuscolo. Ma, come i bambini, anche i capitalisti oggi vogliono vincere subito.