Voltaire e l’arte difficile della tolleranza, trasformare le sfide emotive in opportunità di evoluzione

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Perché rispettare il pensiero altrui, anche quando lo riteniamo sbagliato, è un segno di vera maturità.

E’ un suggerimento che mi proviene da: Apri la Mente (*)

@aprilamente

Apri la Mente esplora psicologia pratica, mindfulness e spiritualità per una crescita personale autentica. Dal 2018 offriamo guide, riflessioni e strumenti per trasformare le sfide emotive in opportunità di evoluzione.

Uno stereotipo della tolleranza

Ci troviamo spesso di fronte a opinioni che riteniamo profondamente sbagliate, discutibili, persino offensive. La reazione più naturale è quella di respingerle con fermezza, a volte con una certa ostilità verso chi le sostiene, come se il solo fatto di pensarla diversamente da noi meritasse un giudizio severo sulla persona stessa.

Questa dinamica, per quanto comprensibile emotivamente, rende sempre più difficile un confronto autentico tra prospettive diverse, trasformando ogni disaccordo in uno scontro personale invece che in un’occasione di dialogo, per quanto difficile e a volte scomodo possa essere.

Nel Settecento, un pensatore francese noto per la sua vivacità polemica e per aver combattuto strenuamente contro molte idee che riteneva ingiuste, arrivò comunque a formulare uno dei principi più importanti per la convivenza civile, un principio che richiede oggi, come allora, un notevole sforzo di maturità personale.

“Non condivido ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.”

Quando riflettiamo su questa affermazione spesso attribuita a Voltaire, sintesi del suo pensiero sulla libertà di espressione, entriamo in contatto con un principio che, apparentemente semplice, richiede una notevole disciplina per essere davvero praticato. Voltaire non chiedeva di accettare o di essere indifferenti verso ogni opinione, indipendentemente dal suo contenuto. Chiedeva piuttosto di distinguere con chiarezza tra il disaccordo con un’idea e il rispetto per il diritto di quell’idea di essere espressa e discussa apertamente.

Questa distinzione, cruciale per una convivenza civile autentica, ci invita a combattere le idee che riteniamo sbagliate attraverso il dialogo, l’argomentazione, il confronto razionale, piuttosto che attraverso la censura, l’ostilità personale, o il rifiuto stesso del confronto.

Il concetto filosofico: la ragione come strumento di convivenza

Voltaire credeva fermamente nel potere della ragione come strumento capace di far progredire la comprensione umana, ma riconosceva anche che questo progresso richiedesse necessariamente il confronto tra prospettive diverse, spesso in contrasto tra loro. Un mondo in cui solo le opinioni considerate corrette potessero essere espresse, secondo Voltaire, non sarebbe un mondo di verità stabilita, ma un mondo in cui il progresso della comprensione umana verrebbe soffocato dalla paura di esprimere idee non conformi.

Questo non significa che Voltaire fosse indifferente al contenuto delle opinioni, tutt’altro: combatté con grande vigore contro l’intolleranza religiosa, l’ingiustizia sociale, il fanatismo del suo tempo. Ma lo fece principalmente attraverso l’arma della ragione e dell’argomentazione, non attraverso la soppressione violenta del pensiero altrui, riconoscendo che anche le idee che riteniamo più sbagliate meritano di essere confutate attraverso il dialogo, piuttosto che semplicemente messe a tacere.

Nella vita quotidiana, questo principio si traduce in un esercizio non sempre facile: quando ci troviamo di fronte a un’opinione che consideriamo sbagliata, la nostra prima reazione dovrebbe essere quella di comprenderla con attenzione, di argomentare con rispetto il nostro disaccordo, piuttosto che liquidarla immediatamente con ostilità o disprezzo verso chi la sostiene. Questo non significa relativizzare ogni posizione come ugualmente valida, ma riconoscere che il confronto autentico, per quanto scomodo, resta più prezioso della semplice cancellazione del dissenso.

Esercizio pratico: l’ascolto dell’opinione contraria

Ti proponiamo un piccolo esercizio da praticare questa settimana.

Individua un’opinione, su un tema che ti sta a cuore, che ritieni particolarmente sbagliata o difficile da accettare.

Invece di respingerla immediatamente, prenditi qualche minuto per comprendere davvero perché qualcuno potrebbe sostenerla, quali ragioni, esperienze o valori potrebbero portare una persona a quella conclusione, anche se resti in disaccordo con essa.

Se hai occasione di discuterne con qualcuno che la pensa diversamente, prova ad argomentare il tuo disaccordo con rispetto, evitando di attaccare la persona invece dell’idea. Osserva come cambia la qualità del confronto quando lo affrontiamo con questo spirito.

Voltaire ci ricorda che la vera civiltà non si misura dall’assenza di disaccordi, ma dalla nostra capacità di confrontarci con le opinioni diverse dalla nostra attraverso il dialogo e la ragione, invece che attraverso l’ostilità o la censura. Anche quando siamo fermamente convinti di avere ragione, resta prezioso il rispetto per il diritto altrui di esprimere una posizione diversa.

Forse la vera forza delle nostre convinzioni non si misura da quanto riusciamo a zittire chi non le condivide, ma da quanto riusciamo a difenderle con argomenti solidi, mantenendo comunque il rispetto per chi, con altrettanta sincerità, la pensa diversamente da noi.

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(+) Apri la Mente(qui) https://substack.com/@aprilamente

set 01, 2026

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(**) Prof. Claudio Quintano, Emerito di Statistica Economica, già Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” (2010 –2016) – dal 2016 –  insegna “Le Misure del domani per il raggiungimento degli Obiettivi ONU sulla sostenibilità” nel Corso di laurea triennale (I livello)  – Economia Aziendale e Green Economy e nel Corso di laurea biennale magistrale (II livello) – Economia Management e Sostenibilità del Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Economiche dell’Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”.