Von Hutterott e il suo ruolo storico nelle relazioni economiche e culturali tra Italia e Giappone

79
in foto il barone Georg von Hütterott, primo console onorario del Giappone

Il barone Georg von Hutterott nato a Trieste da famiglia tedesca (nato nel 1852 e morto nel 1910) è stato il primo console onorario del Giappone in Italia ed il primo in Europa: un riconoscimento conferito a chi conosce e ha dato tanto nei rapporti commerciali di uno stato invitante, in questo caso il Sol Levante. Von Hutterott è stato un imprenditore a tutto campo che nel 1897 fu presidente dello stabilimento tecnico triestino, conosciuto nell’ambiente dell’alta finanza, fondatore in seguito dell’ippodromo di Montebello.
Il suo ottimo operato imprenditoriale aprì una carriera politica e diplomatica rilevante. Fu cavaliere nell’industria, consigliere regio del Ministero del Commercio, industria e agricoltura, amministratore dei beni dell’ordine cavalleresco della casa imperiale e membro a vita della Camera alta e del Consiglio imperiale.
Fu nominato console onorario del Giappone nel 1879, e i suoi viaggi in terra nipponica furono moltissimi dal 1884 in poi.
Imparò il giapponese e con la consorte restò ammaliato da uno dei paesi più belli al mondo e da uno dei popoli più meravigliosi del globo. Nel febbraio 1885 fu onorato di ricevere dall’imperatore Meiji il kyokujitsu-sho, ordine del Sol Levante per aver contribuito a diffondere l’interesse per il Giappone, dalla cultura alle arti agli affari. Tanto fu l’amore per il Sol Levante da chiamare due dei suoi piroscafi con i nomi Suzume e Nippon (in italiano passero e giappone). Tra le sue visite in Italia a Rovigo ebbe l’onore di incontrare il principe imperiale Yourito Komatsu. Questo incontro mi colpisce tantissimo, collego la storia di Hutterott con la visita nel lontano 17 luglio del 1921 del principe ereditario Hirohito e di suo fratello Takamatsu-Nomya con dignitari di corte a Torre del Greco, città quadrivia del commercio con il Giappone da fine 800. Visita importante che segnò la storia delle relazioni tra Italia e Giappone e delle nostre famiglie torresi di corallari in Giappone , soprattutto a Nagasaki e Kobe, allora luoghi remoti di un mondo antico e sconosciuto all’occidente. E fu proprio a Kobe che si avventurò la mia famiglia D’Elia-Vitiello per dare inizio ad una vicenda commerciale e umana cha ancora oggi si alimenta di passione per i prodotti del mare. I D’Elia-Vitiello elessero il Giappone come loro seconda patria ed i giapponesi non tardarono a ricambiare. Una tradizione lavorativa che continuo come allora con coraggio inventiva e spirito di confronto nonché amore per il Giappone, senza mai aver avuto paura di invecchiare.
ilvia Zanlorenzi cultore della materia presso il Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche e Studi internazionali dell’Università di Padova, già visiting fellow alla facoltà di Economia dell’Università di Tokyo, attualmente si occupa di rapporti diplomatici e culturali tra Italia e Giappone: scrive di Hutterott come japonisant definendo il console onorario non solo consumatore quanto divulgatore di giapponesismo e cultore della nazione del Sol Levante in Europa. La professoressa Zanloreschi ha scritto diversi saggi su Hutterott datati 2006 e 2007 nei quali parla tra l’altro della relazione che il console onorario Hutterott scrisse nel 1890 sulla pesca ed il commercio del corallo in Italia citando Torre del Greco: una testimonianza importantissima che mi spinge a scrivere su di lui: un destino che ci unisce, chi ha un passato ha un futuro ed il futuro appartiene ad aziende, famiglie e persone che hanno una storia da raccontare. Sayonara.