Vona e Roberti, dialoghi per la guerra al crimine

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Ancora una volta, il complesso di Monte Sant’Angelo ospita un evento di rilievo: una tavola rotonda sulla Gestione delle Aziende Sequestrate e Confiscate, Ancora una volta, il complesso di Monte Sant’Angelo ospita un evento di rilievo: una tavola rotonda sulla Gestione delle Aziende Sequestrate e Confiscate, solo uno degli incontri proposti dalla cattedra di Economia e Gestione delle Imprese alla Federico II di Roberto Vona. La conferenza, organizzata in collaborazione con il Sostituto Procuratore della Dda di Napoli, Giovanni Conzo, si colloca nel ciclo dei seminari di approfondimento in tema di Economia e Management delle Imprese Criminali. Il percorso offre agli studenti la possibilità di venire a contatto con personalità (istituzionali e non) impegnate nel contrasto alle attività illecite per promuovere consapevolezza e capacità di affrontare la realtà malavitosa, sempre più presente e integrata nell’economia legale. Illustri gli ospiti, Giuseppe Arlacchi, ordinario di sociologia (Università di Sassari); Giovanni Conzo, sostituto procuratore Dda di Napoli; Gaetano Manfredi, rettore della Federico II; Umberto Postiglione, prefetto e direttore Agenzia Nazionale Beni Confiscati; Silvana Riccio, prefetto già Commissario Straordinario di Casal di Principe; Franco Roberti, capo della Procura Nazionale Antimafia. La tavola rotonda è stata organizzata in occasione della pubblicazione del libro “L’Impresa Criminale – La metamorfosi aziendale della attività malavitose” curato da Vona e da Conzo. Il lavoro, edito dalla Casa Editrice Federiciana, raccoglie le esperienze di diversi autori. Saggi, lezioni, interventi formativi, contributi professionali esterni intesi a completare la visione complessiva della delicata materia. Una sintesi delle maggiori problematiche legate alla confisca e sequestro di beni legati alle Oc che non ha fatto venir meno spunti per successivi approfondimenti e suggerimenti per una revisione del quadro legislativo. I più interessanti suggeriti dal Procuratore Roberti che ha cosi tratteggiato la materia: “Negli ultimi 20 anni lo Stato ha fatto molto contro le mafie, ma non lo si dice abbastanza: Cosa Nostra delle stragi del ‘92-‘93 è stata sconfitta dal punto di vista della dimensione militare. Moltissimi beni sono stati sottratti tramite le confische. In questi 20 anni le mafie sono cambiate, adattandosi all’azione dello Stato e diversificandosi. I campi di interesse sono gli stessi; le modalità sono diverse. È dilagata la modalità della corruzione, a cui violenza e sopraffazione cedono il passo”. La commistione criminale nell’economia legale crea squilibri e alterazione del mercato, distruggendo la concorrenza, e, ha precisato Roberti, “inducendo anche le imprese che vorrebbero rimanere oneste a colludere, nel convincimento che, per rimanere sul mercato, sia necessario accettare i capitali mafiosi”. “Negli ultimi 30 anni – ha aggiunto Arlacchi, docente di sociologia all’Università di Cagliari e per lunghi anni parlamentare e rappresentante per l’Italia alle Nazioni Unite – l’Italia ha creato una struttura di contrasto (alle mafie) tra le più avanzate del pianeta. Ricordiamo il progetto presentato alle Nazioni Unite per mettere insieme giuristi di più paesi per studiare i rimedi legali atti ad identificare le azioni più idonee per perseguire il crimine con l’aggressione ai beni patrimoniali”. Interessante la testimonianza di Silvana Riccio che ha raccontato della iniziativa di recupero delle attività, sottratte alle mani della malavita di Casal di Principe, del servizio dei rifiuti affidate ad un cooperativa che oggi consente allo stesso Comune di essere considerato una punta di eccellenza del riciclo. Prima della chiusura c’ è stato l’intervento del Procuratore Conzo che ha sottolineato come “l’impresa criminale produce ricchezza solo per sé e per i suoi affiliati alterando la concorrenza e l’economia”.