Waterfront Bagnoli e Porto di Napoli
Non scelte che bloccano lo sviluppo

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Fra i temi centrali per lo sviluppo di Napoli c’è Bagnoli, baricentro dell’area flegrea, che al di là della sua storia industriale è un sito inserito Fra i temi centrali per lo sviluppo di Napoli c’è Bagnoli, baricentro dell’area flegrea, che al di là della sua storia industriale è un sito inserito in un contesto paesaggistico di immenso valore – sottolinea Prezioso – E’ un sito straordinario che però non decolla per 4 elementi d’incertezza che hanno fatto andare finora deserte le gare per la vendita dei suoli“. A dirlo all’Adnkronos è il presidente dell’Unione Industriali di Napoli Ambrogio Prezioso. Tra le quattro “grandi incertezze“, il presidente cita il waterfront e la questione colmata. “Vogliamo rimuovere la colmata e ripristinare la linea di costa originaria ad essa precedente? Bene, si proceda senza indugi – sottolinea – Ma dobbiamo considerare i costi e il relativo rischio inquinamento da sostenere. La questione non è indifferente. Vogliamo invece conservare la colmata? Anche in questo caso si proceda senza indugi, affrontiamo gli aspetti normativi e mettiamola in sicurezza. Le esperienze di Marsiglia, Tel Aviv e Barcellona dimostrano che è possibile utilizzare bene questi spazi che diventano una enorme risorsa pubblica“. Porto in alto mare Incertezze riguardano anche il Porto. “Sono stati i Borbone in passato a scegliere la migliore location per il porto, e cioè Nisida (area che peraltro oggi rappresenta un valore aggiunto offrendo nuove opportunità e volumi liberati dopo la delocalizzazione della Nato) – spiega Prezioso – Con i suoi edifici e Porto Paone, Nisida può essere proposta al mercato internazionale come albergo diffuso in concessione pluriennale. Anche il problema del carcere minorile potrebbe essere tranquillamente risolto con la sua delocalizzazione secondo le modalità proposte nello studio ‘Il carcere possibile’, realizzato dal gruppo Giovani dell’Ance quando si sono preoccupati di studiare come inserire i ragazzi nella vita di tutti i giorni“. Il nodo acciaieria La terza “grande incertezza“, secondo Prezioso, riguarda l’acciaieria. “Come si può immaginare di trovare investitori per un sito in cui resta ad imperitura memoria un oggetto, l’ex acciaieria, di una dimensione tale che può contenere il 70% di Palazzo Fuga o il Lingotto di Torino? Bisogna decidere cosa costruire all’interno di quest’area che deve diventare un hub contenitore attrattore multifunzione. Il solito centro commerciale o uno spazio museale, un parco della musica o per altri tipi di spettacoli oppure ‘3 zolle’ destinate alle tre principali religioni monoteistiche?“. Infine, “la querelle Parco ‘troppo grande’-Parco ‘troppo piccolo’ non ci appassiona. Il problema da considerare è quello dei costi di realizzazione e manutenzione – prosegue – Distribuire la superficie del Parco in maniera migliore di come è previsto oggi, dividendolo in più parti, 4-5 ciascuna con le dimensioni di un rilevante parco urbano, 3-4 volte la Villa Comunale di Napoli per intenderci, riammagliando le preesistenze degli anni ’50, significa semplicemente reinterpretare quanto è stato approvato in materia urbanistica senza snaturarne i principi. Ecco perché potrebbe essere una ‘rivoluzione’ anche semplicemente conservare priorità, quantità e destinazioni d’uso previste ma riorganizzarle per ottimizzarle e integrarle rispetto alle specificità del sito“. “E non sarebbe un problema se qualche destinazione subisse qualche decurtazione a favore di un’altra mantenendo comunque le residenze in una quota non troppo alta e con una parte di housing inferiore al 20 per cento. Gli alberghi potrebbero essere spostati e verticalizzati per godere delle risorse paesaggistiche e interagire con parchi, mare e costa, come nella Ruhr. Un piano urbanistico non è qualcosa di immodificabile: vive in rapporto a una comunità e a un presente in divenire, e dunque è sempre migliorabile. Ricordiamo infine che a poche centinaia di metri c’è il collegio Ciano con i suoi 110mila mq di SLP che incontra difficoltà a trovare una collocazione.” Progetto area flegrea Quanto al progetto integrato per l’intera area flegrea, per il presidente dell’Unione Industriali di Napoli, “è impensabile progettare lo sviluppo di Bagnoli senza tener presente che quest’area è il cuore dei Campi Flegrei. Bisogna dunque pensare a una situazione di contesto allargata e collegare fra loro le tante eccellenze dell’area: il Collegio Ciano, Città della scienza, Mostra d’Oltremare, il Parco archeologico di Posillipo, la Grotta di Seiano, l’Anfiteatro Flavio, il Rione Terra, Cuma e Baia con Portus Iulius“. “Le persone non andranno mai a vivere in un cantiere: bisogna prima realizzare le cose che si promettono e dopo cercare i soggetti che devono investire in quelle aree – conclude – E’ un problema di credibilità e di affidabilità“.