“Webfare”, dati digitali bene comune: verso un ecosistema inclusivo e sostenibile

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Foto di Brita Seifert da Pixabay

Ogni giorno, con le nostre azioni online, produciamo un’enorme quantita’ di dati. Parole, immagini, preferenze, spostamenti: tutto viene registrato, archiviato e trasformato in valore. Un valore che oggi si concentra nelle mani di poche piattaforme globali, ma che domani potrebbe diventare un bene comune, equo e condiviso. E’ questa la visione di WEBFARE, progetto di ricerca condotto in collaborazione dall’Universita’ e dal Politecnico di Torino, che ha ottenuto dal Ministero dell’Universita’ e della Ricerca-MUR un finanziamento di 1,53 milioni di euro grazie al Fondo Italiano per le Scienze Applicate (FISA), istituito nel 2022 per promuovere la competitivita’ del sistema produttivo nazionale attraverso la valorizzazione della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale. Coordinato congiuntamente da Maurizio Ferraris, docente presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Universita’ di Torino, nel ruolo di principal investigator, e da Tania Cerquitelli, docente presso il Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino, nel ruolo di co-principal investigator, il progetto WEBFARE affronta una delle sfide piu’ urgenti del nostro tempo: trasformare il capitale dei dati in un capitale umano, restituendo alle persone il valore che esse stesse generano con la loro vita digitale. Il Politecnico sviluppera’ una piattaforma innovativa per la raccolta e la gestione trasparente dei dati, offrendo agli utenti il pieno controllo sulle informazioni condivise. Grazie al “data pedigree”, ogni dato sara’ tracciabile e verificabile, contribuendo a creare un ecosistema digitale piu’ partecipativo e sostenibile, in cui persone, comunita’ e istituzioni possano collaborare e beneficiare della conoscenza generata.

Il progetto mira anche a valorizzare i dati attraverso l’uso di algoritmi di intelligenza artificiale responsabili, capaci di interpretarli in chiave etica e inclusiva. Questi strumenti permetteranno di sviluppare servizi piu’ equi e accessibili, come l’estensione dell’accesso al credito e alle polizze assicurative, contribuendo a ridurre le disuguaglianze. In questa visione, i dati diventano beni comuni e l’intelligenza artificiale uno strumento per costruire un’economia piu’ giusta, trasparente e condivisa, dove il valore generato non si misura solo in termini economici, ma nel benessere collettivo che produce. Questo sistema di raccolta e valorizzazione dei dati rappresentera’, nell’idea del progetto, un’opportunita’ importante per costruire un modello alternativo di welfare: considerando la difficolta’, oggi, nel recuperare ricchezza dalle imposte e dal mondo del lavoro, si propone di capitalizzare questi dati, immettendoli sul mercato per produrre benessere. Un esempio pratico, per comprendere il funzionamento del nuovo sistema studiato dall’Universita’ e dal Politecnico di Torino, e’ l’attuale sistema pensionistico, in affanno per la longevita’ dei cittadini e per la loro crescente difficolta’ a contribuire agli strumenti di previdenza complementare. Prendendo come riferimento per una possibile sperimentazione un fondo pensionistico svizzero, verra’ quindi offerta agli associati la possibilita’ di cedere un “gemello digitale” dei loro dati: questi dati verranno valorizzati economicamente dal fondo pensione – che li immettera’ sul mercato attraverso, ad esempio, azioni di prestito o vendita in borsa – e i ricavi verranno utilizzati dal fondo stesso per autofinanziarsi, evitando cosi’ di chiedere ai propri associati ulteriori contributi economici.