Welfare: Ugl Pensionati, assistenza anziani non è business né speculazione

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Roma, 24 lug. (Labitalia) – “L’assistenza agli anziani è una cosa seria che non lascia tempo a speculazioni di sorta, né può rappresentare un business per ottenere mediocri risultati: anche in questo caso è necessario diffidare di tutto quanto appare semplice e scontato, le cronache sono molto evidenti”. A dirlo Maria Pia Malizia, componente del comitato consultivo nazionale della Ugl Pensionati. “Oggi -sostiene- si pensa che consultando Internet si hanno le risoluzioni dei problemi che non sono tutti uguali, anzi la massificazione di essi aggrava il problema. Il singolo caso va studiato e affrontato con la convinzione e determinazione che solo in tale maniera scientifica si possono fare dei passi avanti nella cura della disabilità senile”.

“L’idea di farsi aiutare da qualcuno ‘esterno alla famiglia’ -avverte- spesso non viene presa in considerazione perché vissuta come una sorta di ‘scarico’ delle responsabilità: accettare un aiuto non vuol dire abbandonare il proprio genitore, l’aiuto è una risorsa all’interno della famiglia per combattere la vita quotidiana”.

“Il senso del dovere nei confronti del proprio genitore – prosegue – non deve prevalere sul nostro status perché si creerebbero disagi. Ciò rappresenta l’immediato travaglio a cui la persona colpita dal tragico evento è sottoposta, tuttavia il problema non può essere generalizzato tantomeno sottovalutato. Molte volte il ‘fai da te’ non è produttivo di effetti, anzi accresce i disagi per la complessità e varietà dei casi, per cui è necessario un aiuto terapeutico di specialisti idonei e non improvvisati come sovente avviene”.

“Quando sorge la necessità -sottolinea Maria Pia Malizia- di prendersi cura dei genitori pensiamo alla nostra libertà che viene compromessa (salvo poi i sensi di colpa), invece di pensare a un genitore che ha bisogno di noi e ci soffermiamo a riflettere come poter trovare soluzioni adeguate. Questo vuol dire che non abbiamo il senso di responsabilità, amore e considerazione per quello che il genitore ci ha potuto trasmettere nella nostra vita e comunque non significa nemmeno che non si possano trovare soluzioni consone al genitore per accudirlo”.

“Non è facile -ammette- accettare la vecchiaia, soprattutto se nel corso della vita è sempre stato indipendente e d’aiuto per gli altri. Spesso l’anziano evidenzia due tipi di bisogni crescenti: necessità di dipendenza fisica (a seconda delle sue condizioni di salute) e bisogno di conservare un’identità adulta (bisogno di autonomia). Il conflitto tra questi due bisogni segna profondamente il significato delle relazioni tra genitori e figli”.

“I genitori anziani -suggerisce- devono elaborate l’idea di dover dipendere dai loro figli e questi a loro volta devono pensare di farsi carico di genitori sempre meno autonomi. Questo nuovo evento mette alla prova tutto il sistema familiare. L’anziano che non è autosufficiente va a vivere con il figlio, quindi bisogna creare uno spazio per il nuovo ospite in famiglia, ridefinendo anche la struttura della casa. Questa nuova ridefinizione può creare disagi alla ‘nuova famiglia’, bisogna quindi riuscire a mediare con tutti i membri”.