Welfare: Ugl Pensionati, pensionato oggi svolge funzione sociale ed economica

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Roma, 22 ago. (Labitalia) – “Il pensionato di oggi svolge una funzione sociale, ricopre un aspetto economico. Il pensionato di oggi può rivendicare una funzione politica. A causa dell’attuale situazione, le famiglie ricercano nel ‘nonno’, nella pensione del nonno, nella casa del nonno, nella disponibilità del nonno un supporto essenziale”. A dirlo Gianfranco Procacci, componente del comitato consultivo nazionale della Ugl Pensionati.

“Accompagnare a scuola i nipoti -avverte- accrescere le loro conoscenze con la maturità e la cultura, ricopre un aspetto sociale quando il genitore è occupato da esigenze di lavoro. intervenire in caso di necessità economica dei figli, a fronte di perdita del lavoro oppure ospitarli in caso di sfratto ricopre un aspetto sociale”.

“Avere, malgrado tutto, una certa liquidità -continua Procacci- conquistata con anni di lavoro ricopre un aspetto economico. Quindi è necessario che il pensionato si mantenga al corrente di tutte le innovazioni che potrebbero coinvolgere lui e il suo nucleo familiare. Viviamo ormai un ritorno al clan familiare,una necessità imposta dai problemi se non tanto almeno dai sentimenti. Proprio a Roma la chiusura di una casa soggiorno anziani è stata risolta non traumaticamente grazie al ritorno in famiglia di alcuni ospiti”.

“Non possiamo escludere -chiarisce il sindacalista dell’Ugl Pensionati- che oltre al piacere di riavere in famiglia l’anziano genitore abbia contato il fatto di avere la disponibilità della pensione. Il sindacato pensionati deve, quindi, sempre più attrezzarsi di fronte a queste nuove esigenze”.

La difesa strenua “del potere di acquisto deve sapersi coniugare con la disponibilità a fornire servizi. Rimane essenziale la collaborazione non solo con sindacato, patronato e caf ma anche saper avviare convenzioni con strutture che si occupano di svago, di cultura e anche sanità”.

“La risposta che -continua- il mondo degli anziani deve avere è quella di una proposta culturale intesa come manifestazione di civiltà. Non sempre il progresso è sinonimo di civiltà. Quindi il sindacato deve saper fare in modo che all’anziano possa evidenziarsi una offerta di sostegni che siano in grado di rapportarlo nello svolgimento del proprio compito nella società”.

“Con una popolazione -fa notare Gianfranco Procacci- sempre più formata da anziani, spetta ad essi sapersi collegare nella società odierna. Occorre essere pienamente consapevoli che le generazioni diverse debbono ritrovarsi in una unica sintesi sociale e culturale, e gli anziani con tutti i meriti e anche demeriti, comunque frutto di esperienza, non possono e non devono essere dei soggetti passivi”.

“Per i lavoratori che andranno in pensione nei prossimi anni -sostiene- il discorso è complesso perché queste generazioni hanno un background più completo; sono state sfiorate dal periodo delle grandi lotte sindacali, ma i benefici conquistati vengono oramai duramente compromessi”.

Il mondo sindacale, “che per tanti motivi sembra aver esaurito quella spinta capace di costruire stagioni contrattuali, deve necessariamente essere in grado di sviluppare nuovi indirizzi e strategie in grado di coinvolgere anche i lavoratori in quiescenza. Allora si rende necessario che il sindacato possa fornire risposte in ogni campo; occorre cioè una visione culturale dei problemi”.