Welfare: Ugl pensionati, sfida prendersi cura anziani genitori

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Roma, 28 ago. (Labitalia) – “Nella società odierna, in tanti casi, i nonni in piena salute sono una grande risorsa per i propri figli e nipoti: sostituiscono la baby sytter, accompagnano i nipoti a scuola, allo sport, aiutano a fare i compiti e danno il proprio sostegno economico nei momenti in cui ce ne sia bisogno. Ma la vera sfida oggi è prendersi cura di loro”. A dirlo Maria Pia Malizia, componente del comitato consultivo nazionale della Ugl Pensionati.

“Con il passare degli anni -fa notare- le cose sono cambiate e molte donne e uomini ‘di mezza età’ si trovano ad affrontare una realtà diversa che accomuna sempre più persone che ogni giorno cercano di trovare soluzioni il più possibile stabili per affrontare il problema. Imparare a prendersi cura di chi prima si prendeva cura di noi non è uno scherzo e non ci si inventa in questo ruolo”.

“E’ una sfida -sostiene la sindacalista- che necessita di affrontare oggi chi deve assistere un anziano genitore e contemporaneamente accudire uno o più figli; diventare genitori dei propri genitori, muovendosi come acrobati tra la casa, i figli, il lavoro, i medici e le pratiche burocratiche per l’accesso alle cure. Come conciliare le esigenze della famiglia, per poi diventare non autosufficienti? Come superare il senso di colpa che ci assale quando consideriamo i genitori che invecchiano come un ‘peso’ da portare? E’ un conflitto che molte donne vivono ogni giorno, visto che l’Italia è diventato il paese più vecchio del continente; vedere il decadimento fisico, mentale di un anziano è veramente triste”.

“Per la persona anziana -sostiene- è difficile accettare la vecchiaia, soprattutto se è sempre stata indipendente e d’aiuto per gli altri. Spesso l’anziano evidenzia due tipi di bisogni crescenti: necessità di dipendenza fisica (secondo le sue condizioni di salute) e di conservare un’identità adulta. Questo conflitto incide sulle relazioni tra genitori e figli. Gli anziani devono elaborare l’idea di dover dipendere dai loro figli e questi, a loro volta, devono pensare di farsi carico di genitori sempre meno autonomi creando per loro spazi abitazioni e queste nuove ridefinizioni possono creare disagi alla nuova famiglia”.

“Una volta che -afferma- si è consapevoli della nuova posizione, bisognerebbe condividere i momenti gioiosi il più possibile con loro, coinvolgendoli nelle decisioni della famiglia per dare loro l’idea di essere ancora utili e importanti. I figli, a loro volta, godono dell’attenzione del genitore anziano, visto che comunque sono sempre loro che danno un aiuto e una risorsa all’interno della famiglia, anche se possono essere aiutati da badanti che riescono a non far cambiare del tutto la vita quotidiana”.

“Il senso del dovere -continua Maria Pia Malizia- deve prevalere sulla nostra vita e nello stesso tempo non si deve rischiare di trascurare figli e partner creando disagi. Se non riusciamo ad accettare l’idea che l’anziano ha bisogno di noi e la convivenza con lui diventa un peso, portando problematiche all’interno della famiglia, potrebbe essere opportuno pensare, in casi estremi, a una sistemazione diversa (residenza, casa di riposo etc.) dove potrà essere accudito con cure adeguate. In certi casi, questo distacco fisico aiuta a riequilibrare i rapporti con l’anziano e con la famiglia”.

“Andarli a trovare spesso, essere presenti nella loro vita -sottolinea la sindacalista dell’Ugl Pensionati- invitandoli a casa ogni qual volta è possibile è un modo di accudire il proprio caro, che ci permette di non essere assaliti dai sensi di colpa. Spesso non tutti i membri della famiglia sono ugualmente disponibili: c’è chi se ne occupa di più e chi invece se ne lava le mani. Le ricerche dimostrano che sono le figlie femmine a fornire la maggior parte delle cure ai genitori, in termini di assistenza”.

“Molto -avverte- dipende dagli impegni lavorativi, ma anche dal rapporto che si ha tra fratelli e genitori. Ma la condivisione della cura dei propri cari è fondamentale, l’importante è che ciascuno faccia la sua parte, anche perché così si possono condividere i problemi e le preoccupazioni dei propri genitori. In fondo, accudire il proprio genitore anziano malato sicuramente rafforza una relazione. Nonostante la vicinanza della famiglia, il problema più diffuso per gli anziani è rappresentato dalla solitudine, trovandosi a trascorrere buona parte della giornata da soli mentre avrebbero bisogno di compagnia”.

“Tuttavia – avverte – il disagio che può provare un anziano, in quanto sofferente disagiato o spesso costretto all’immobilità, rischia di trasformarlo in essere triste pieno di solitudine che ha bisogno di essere ascoltato, ecco perché è importante offrirgli parte del nostro tempo. Invece gli altri che possono muoversi potrebbero essere coinvolti in iniziative benefiche partecipando a qualsiasi progetto culturale, senza che la loro vita si esaurisca nel ristretto ambito familiare dove la televisione è l’unica possibilità per avere un contatto. Il problema più importante è non dimenticare gli anziani-infermi perché, anche se sono accuditi bene e circondati dall’affetto dei familiari, hanno bisogno di vedere facce nuove e di sentire voci diverse. Sarebbe, quindi, opportuno che anche altre persone, oltre ai familiari, fossero disponibili a visitare gli anziani, anche solo per fare loro un po’ di compagnia”.