Whirlpool, i 10 milioni del Governo non bastano: c’è chi offre di più

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In foto la sede napoletana di Whirlpool presidiata dai sindacati
I soldi che il Governo, per bocca del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha promesso per tenere in vita lo stabilimento di Napoli della Whirlpool non bastano per far cambiare idea agli americani sull’ìpotesi di riconversione. La multinazionale, infatti, avrebbe già un accordo con l’industriale Giovanni Battista Ferrario, già direttore generale di Pirelli e Italcementi e ora intenzionato a mettersi in proprio. L’idea è quella di abbandonare, o relegare solo a una nicchia di prodotti altamente tecnologici, le lavatrici e puntare come core business sui containers autorefrigeranti. Ferrario metterebbe sul piatto i 30 milioni della maxi liquidazione ottenuta da Italcementi, il resto dei soldi arriverebbero direttamente dalla Whirlpool che così manterrebbe una quota nella nuova società. Una newco al cui vertice ci sarebbe la Prs, azienda che fa capo proprio all’ex manager del gruppo capeggiato da Carlo Pesenti. Se la trattativa è già impostata su queste basi i 10 milioni di euro promessi dal Governo sono insufficienti. Molto dipenderà, comunque, dal prossimo Tavolo di confronto dove presumibilmente Whirlpool si presenterà con la soluzione Ferrario e i sindacati, invece, faranno muro chiedendo di continuare a produrre lavatrici. Nel frattempo lo stabilimento di via Argine vive una fase di stallo e per i 420 dipendenti il futuro è incerto.