Whirlpool, assemblea pubblica: La fabbrica non può morire così

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Si alternano al microfono ma invocano tutti la stessa cosa: Whirlpool non puo’ morire cosi’. All’assemblea pubblica nello stabilimento di via Argine, nell’ultimo giorno in cui i cancelli saranno aperti, ci sono gli operai, i 400 che da domani saranno senza un lavoro, e ci sono sindacalisti e rappresentanti istituzionali. Arriva il sindaco Luigi de Magistris, che ieri sera ha fatto spegnere le luci di luoghi simbolo come il Maschio Angioino, piazza Municipio e palazzo San Giacomo, per accendere i riflettori su una vertenza che si trascina da quasi due anni. E a un anno esatto dal primo sciopero generale per lo stabilimento che fino a ieri ha prodotto lavatrici di alta gamma, i lavoratori ne preparano un’altro, che attraversera’ Napoli, ma con uno spirito diverso dalla mobilitazione del 31 ottobre 2019. Allora il Governo riusci’ a raggiungere un accordo che consentiva la sopravvivenza del sito industriale fino al marzo successivo. Poi e’ arrivata la pandemia, che ha spostato in avanti la data di chiusura. Ieri il messaggio inviato a tutti i lavoratori non lasciava alcuno spiraglio.
Ma per de Magistris la possibilita’ di avere ancora un’azienda attiva in quel sito c’e’ ancora. “Una proposta l’abbiamo fatta – dice – e ci abbiamo lavorato con giuristi ed economisti e l’abbiamo discussa anche con i lavoratori. Possiamo far diventare questo luogo il primo esempio di una fabbrica bene comune, dove il Governo, ma anche la Regione Campania, la Citta’ Metropolitana acquisiscono le azioni della Whirlpool con un’attivita’ di produzione e se del caso anche di riconversione, con i lavoratori che entrano nell’organizzazione e nella produzione”. Secondo il sindaco a questa proposta il Governo non puo’ sottrarsi: “Ci convochi immediatamente e formalizzeremo”. C’e’ anche la solidarieta’ ai lavoratori da parte della Regione Campania, che in assemblea viene rappresentata dall’assessore regionale alla Formazione Professionale, Armida Filippelli. “Questa e’ davvero una lotta simbolo, anche per tutta l’Italia – dice – di resistenza ma anche di grande dignita’ del lavoro, perche’ questi operai perche’ hanno costruito nel tempo una realta’ produttiva di eccellenza che merita tutto il rispetto e l’attenzione e che deve essere continuata”. Dare continuita’ allo stabilimento di via Argine e’ l’obiettivo delle organizzazioni sindacali. “Oggi non e’ il giorno nel quale questa battaglia termina – sottolinea il segretario generale della Cgil Napoli, Walter Schiavella – Oggi e’ un giorno dal quale dobbiamo ripartire con la consapevolezza che siamo arrivati fin qui con una grande unita’ dei lavoratori e della citta’ e con la stessa unita’ dobbiamo continuare a perseguire un unico obiettivo per il quale lottiamo: garantire la continuita’ produttiva di questo di questo stabilimento, garantire il lavoro a questi 400 dipendenti e garantire il futuro alla citta’”. Che si tratti di una vertenza ancora aperta ne e’ convinto il segretario generale della Fiom Napoli, Rosario Rappa. “Per noi non e’ una situazione disperata – dice – Gli unici due soggetti che non hanno cambiato idea sono l’azienda, che dal primo giorno dice che bisogna chiudere, e il sindacato e i lavoratori, che dal primo giorno dicono che bisogna continuare a produrre lavatrice. C’e’ il governo che e’ sbandato. Quindi noi faremo tutte le iniziative sia per convincere Whirlpool a modificare i piani il Governo, che assuma decisioni coerenti con le dichiarazioni che hanno fatto”. E intanto si prepara lo sciopero generale del 5 novembre, quando a piazza Dante a Napoli si ritroveranno operai e societa’ civile, forze politiche e istituzioni per sostenere il futuro di Whirlpool in Campania.