Whirlpool di Napoli, confermati i licenziamenti. Disponibilità a trattare su singoli trasferimenti in altri siti

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in foto presidio dei lavoratori della Whirlpool di Napoli con le tende sotto il Ministero dello Sviluppo Economico (Imagoeconomica)

Whirlpool conferma i licenziamenti e la chiusura del sito di via Argine a Napoli. Inizia così il difficile incontro di oggi al ministero del Lavoro sulla procedura di licenziamento collettivo dei circa 300 lavoratori campani da parte della multinazionale del bianco che dovrebbe chiudersi il 29 settembre prossimo. “Le motivazioni che hanno guidato l’azienda ad avviare lo scorso 15 luglio la procedura non sono cambiate. Confermiamo tutto. Azienda disponibile a supportare lavoratori con stimoli all’uscita con supporto economico e pronti a sostenere e trasferimento volontario dei lavoratori in un altro sito del gruppo”, avrebbe spiegato ad inizio incontro, a quanto si apprende , l’Ad di Whirlpool Emea Luigi La Morgia. Una decisione che non sorprende governo e sindacati al tavolo che tenteranno di ottenere una sorta di ‘congelamento’ della procedura in attesa di poter valutare il nuovo progetto per un hub industriale su cui l’esecutivo è già al lavoro.
“Dall’incontro di oggi ci aspettiamo risposte sul progetto ‘Hub trasporto sostenibile'”, spiega il segretario nazionale Fim Massimiliano Nobis. “Dal 5 agosto, in cui il progetto ci era stato illustrato, sono passati quasi 2 mesi. Immaginiamo che il Mise in questi due mesi abbia prodotto elaborato sul progetto con tempi e investimenti. Per questo Whirlpool, davanti ad una proposta concreta del Ministero, deve sospendere la procedura di licenziamento per permettere la ricollocazione occupazionale dei 340 dipendenti del sito di Napoli”, spiega.

L’azienda: Sì al tavolo per la reindustralizzazione della zona
Azienda disponibile a sedersi al tavolo per trovare soluzioni per la reindustrializzazione dell’area con la nuova proposta, ma non può andare oltre la data della procedura di licenziamento collettivo che scade il 29 settembre”. Questa, secondo quanto si apprende da fonti al tavolo dell’incontro al ministero del lavoro, l’uncia apertura arrivata dal gruppo WHIRLPOOL alle richieste di governo e sindacati di congelare i licenziamenti in attesa di verificare la portata delle nuove proposte per il sito di Napoli. Un paletto disposto dalla legge quello del 29 settembre prossimo che segna il termine dei 75 giorni di discussione tra sindacti e azienda sulla procedura di licenziamento collettivo che Whirlpool non vuole rimuovere.Il governo, dal canto suo, non sembra in grado di poter accelerare sul nuovo progetto industriale: avrebbe un vincolo di riservatezza , ha spiegato ancora al tavolo, per le aziende che dovrebbero partecipare al progetto è questo comporta ancora altro tempo.

Invitalia: Le tensioni sul territorio allontanano le aziende interessate

“Molte aziende interessate ad investimenti nell’area campana avrebbero deciso di non procedere a causa delle forti tensioni sul territorio”. E’ Invitalia a quanto si apprende da partecipanti al tavolo in corso al ministero del lavoro su Whirlpool a tratteggiare così l’impatto della vertenza sul territorio.

Il viceministro Todde: Il Governo sta lavorando
“Questa discussione va avanti da 3 anni, la mia faccia su questa vertenza non è mai mancata, ci sono sempre stata e non mi sono mai tirata indietro. Noi abbiamo lavorato su un consorzio che si incentrasse sulla mobilità sostenibile che riesca a gestire il riassorbimento della forza lavoro. È chiaramente necessario che l’azienda e il sindacato si siedano al tavolo. Ma una cosa la devo dire: non vorrei passasse il messaggio che il governo non abbia lavorato, sarebbe davvero una grande mancano di rispetto”. Così, a quanto si apprende, il viceministro Alessandra Todde ad azienda e sindacati nel corso del tavolo sulla procedura di licenziamento dei lavoratori Whirlpool di Napoli al ministero del Lavoro.

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