Whirlpool Napoli, al suo posto un hub del trasporto sostenibile: la corsa contro il tempo di Mise e Invitalia

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in foto la manifestazione degli operai della Whirlpool di Napoli davanti al Ministero dello Sviluppo economico

E’ diventata una corsa contro il tempo la vertenza sul sito Whirlpool di Napoli che la multinazionale ha chiuso a luglio scorso avviando la procedura di licenziamento collettivo per 350 lavoratori. I 75 giorni previsti dalla legge per un accordo tra impresa e sindacati scadranno infatti il 29 settembre prossimo. E oggi, dall’incontro al ministero del Lavoro, è arrivata l’ennesima doccia fredda per Fim Fiom Uilm ma anche per il Mise che puntava a convincere la multinazionale del bianco a congelare i licenziamenti in attesa di poter concretizzare meglio l’ipotesi di un consorzio di aziende che costituisse un vero e proprio Hub sul trasporto sostenibile con cui gestire il riassorbimento della mano d’opera del sito campano. E mentre un folto presidio di lavoratori arrivati da Napoli scandiva il tempo dell’incontro sotto al Mise, Whirlpool annunciava che non ci sarebbe stata nessuna marcia indietro e che i 350 licenziamenti sarebbero partiti alla scadenza della procedura, il 29 settembre prossimo. L’unica apertura dell’azienda, che ha ricordato come per oltre 2 anni abbia risposto positivamente alle richieste del governo di rinviare la chiusura del sito di via Argine, è stata quella relativa alla disponibilità a supportare i lavoratori con incentivi economici all’uscita e a fornire un sostegno al loro eventuale trasferimento volontario in un altro sito del gruppo. Una decisione che ha costretto dunque il Mise ad accelerare i tempi di analisi del nuovo progetto in cantiere con aziende “solide, capaci e reputate” e a convocare il tavolo di trattativa plenario (Invitalia, azienda e sindacati ) già il 23 settembre prossimo superando d’impeto quel vicolo alla riservatezza sulle aziende del consorzio che fino ad oggi aveva impedito al dicastero di condividere il progetto di reindustrializzazione ancora in fase di costruzione. Un progetto rivendicato dal viceministro Alessandra Todde che ha voluto anche sgombrare il tavolo da dubbi e perplessità. “Non vorrei passasse il messaggio che il governo non abbia lavorato, sarebbe davvero una grande mancanza di rispetto”, ha spiegato ai presenti.
Sarà dunque il 23 settembre prossimo il giorno in cui il Mise dovrà scoprire le carte: d’altra parte come annotato dalla stessa Invitalia nel corso dell’incontro “la situazione sul territorio di Napoli è ormai pesante e molte aziende interessate ad investimenti nell’area campana avrebbero deciso di non procedere a causa delle forti tensioni sul territorio”. E’ per questo che Fim Fiom e Uilm hanno sollecitato la scesa in campo del Ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. “E’ arrivato il momento che il ministro Giorgetti, come hanno sempre fatto tutti i suoi predecessori della storia repubblicana, intervenga in prima persona. Solo l’autorevolezza del Ministro può difatti aiutare a risolvere una vertenza difficile”. E a Whirlpool hanno rinnovato l’invito a non procedere con i licenziamenti ma a “valutare solo i tempi del nuovo progetto”.