Whirlpool Napoli, De Luca: Regione pronta a investire 20 mln. L’azienda: Il Governo sottovalutò la crisi

121
In foto la sede napoletana di Whirlpool presidiata dai sindacati
“Grande chiacchiere e grande propaganda, senza la vera soluzione dei problemi: Whirlpool chiude. Avemmo dovuto spronare l’azienda a dire in quali condizioni avrebbe potuto riaprire. Il governo avrebbe dovuto mettere in piedi una serie di vantaggi fiscali. Ieri ho inviato una lettera per chiedere un estremo confronto con Invitalia, per verificare se ci sono le condizioni per rilanciare. Non so cosa si possa fare oggi, date le decisioni di Whirlpool. La Regione Campania è pronta a mettere a disposizioni fino a 20 milioni di euro per invitare l’azienda a restare a Napoli”. ad affermarlo, in in un’intervista a  Radio CRC, è Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania.
Magnoni, direttore comunicazioni dell’azienda: L’Italia resta strategica
In diretta su Radio Crc, è intervenuto anche Alessandro Magnoni, direttore Comunicazioni Whirlpool: “E’ una vicenda lunga questa, nata 138 giorni fa. Mi riferisco al giorno 31 maggio, quando abbiamo dato aggiornamenti sul piano industriale firmato nell’ottobre dello scorso anno. Quando l’azienda ha preso coscienza della crisi del prodotto nel nostro stabilimento di Napoli, lo ha prontamente reso noto. Al contempo abbiamo immanentemente trovato una soluzione: un piano di riconversione, assicurando i livelli occupazionali attualmente presenti. Questo provvedimento non ha ancora trovato riscontri all’interno dei sindacati e dei Ministeri. Non abbiamo mai avuto la sensazione che il governo abbia dato la giusta importanza alla situazione. Dal prossimo primo novembre l’azienda terminerà la sua attività nel sito produttivo di Napoli. La procedura di riconversione prevede l’elemento della consultazione: abbiamo ancora 10 giorni dinanzi a noi per permettere a chiunque, delle parti coinvolte, di contattarci, sedersi accanto a noi, per condividere con noi cosa c’è dietro la procedura. L’ottimismo ci guida da mattina a sera. L’azienda è qui pronta ad accogliere qualsiasi appello. Se non si vede il piano, è difficile criticarlo. Il piano non finisce, c’è ancora tempo. Dobbiamo continuare a preoccuparci, giorno per giorno, della salvaguardia di 400 famiglie. Il nostro assetto produttivo si comporta di 3/4 grandi Paesi: l’Italia, la Polonia, la Turchia, la Slovacchia, la Russia etc. La strategicità dell’Italia l’abbiamo ribadita tantissime volte. L’unico problema che abbiamo in Italia riguarda il prodotto fatto a Napoli”.