Whirlpool Napoli, gli operai chiedono aiuto al nuovo presidente Biden. Lettera consegnata al console Usa

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in foto gli operai della Whirlpool di Napoli davanti al consolato Usa

“Le chiediamo di intervenire per rappresentare la frattura e il duro colpo inferti al Mezzogiorno e a Napoli dalla decisione dell’azienda di chiudere lo stabilimento di Napoli”. Gli operai della Whirlpool di Napoli scrivono al console statunitense Mary Avery, chiedendo di portare le ragioni della loro vertenza occupazionale al nuovo presidente americano Joe Biden. Gli operai si dicono “fiduciosi” che “la nuova amministrazione che a breve si insedierà alla Casa Bianca possa favorire una inversione di tendenza”. “Dopo aver siglato un accordo con le organizzazioni sindacali e il governo – ricordano le maestranze – la multinazionale ha deciso di non rispettare quegli stessi gli accordi che prevedevano il rilancio del sito di Napoli”.”Lo spostamento di volumi verso Napoli non è mai avvenuto e questo per due fattori concomitanti – scrivono -, da una parte le pressioni della precedente amministrazione per riportare negli Usa la gran parte delle produzioni, e la decisione dell’azienda di aprire uno stabilimento in Cina che producesse proprio le lavatrici che invece erano destinate allo stabilimento di Napoli”.
“In questi giorni la vertenza si è acutizzata per due eventi in particolare – prosegue la lettera -, la decisione, comunicata tramite un sms ai lavoratori, di fermare la produzione a Napoli, l’esonero degli operai dalle prestazioni a partire dallo scorso 31 ottobre e la conferma, comunicata al governo italiano, di non voler tornare indietro sulle decisioni assunte di dismettere il sito”. “Tutto questo rappresenta un vulnus nei rapporti di correttezza delle istituzioni e delle parti sociali – sottolineano i lavoratori -. In tutto il gruppo, a livello nazionale, si stanno attuando manifestazioni e scioperi contro questa decisione che può rappresentare un primo passo della fuga di Whirlpool dall’Italia, la quale si sottrae agli impegni assunti e firmati in sede ministeriale e smentisce le dichiarazioni rese negli anni di considerare l’Italia strategico per le sue scelte industriali”. “Nei fatti – evidenziano – si registra un progressivo e lento disimpegno, con un costante spostamento delle produzioni verso Paesi a basso costo e a bassi diritti”. Al console gli operai hanno portato in dono anche una t-shirt con la scritta ‘Whirlpool Napoli non molla’.