Whirlpool Napoli, prime lettere di licenziamento. Fiom e Cgil: Azienda tracotante, il Governo ci convochi

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(foto da Imagoeconomica)

Sono datate oggi e sono partite da Perpo (Milano) le prime lettere di licenziamento per gli oltre 320 dipendenti dello stabilimento Whirlpool di via Argine a Napoli, chiuso il 31 ottobre di un anno fa. Le lettere “per cessazione di attività svolte” arrivano al termine dell’iter iniziato il 15 luglio e chiuso il 15 ottobre scorso. Oltre alle spettanze di fine rapporto, l’azienda verserà l’indennita’ sostitutiva del preavviso. “Restano confermate le offerte di incentivo all’esodo di 85 mila euro”, si legge nella missiva, “in alternativa al trasferimento presso l’unita’ produttiva di Cassinetta di Biandronno”, ma la decisione del lavoratore deve essere comunicata entro il 30 novembre prossimo. Fonti sindacali precisano all’Agi che sinora sarebbe arrivata solo una lettera consegnata a mano da un ufficiale giudiziario.

Le reazioni
“La tracotanza di Whirlpool non ha limiti. La multinazionale, contravvenendo agli impegni presi, ha inviato oggi pomeriggio le prime lettere di licenziamento alle lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento partenopeo di via Argine”. Cosi’, in una nota congiunta Barbara Tibaldi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile elettrodomestico e Rosario Rappa, segretario generale Fiom-Cgil Napoli. “Questo ennesimo atto di arroganza arriva proprio mentre aspettiamo la sentenza del tribunale di Napoli che dovra’ decidere sul ricorso presentato da Fim Fiom Uilm sulla condotta antisindacale della multinazionale americana. A dimostrazione del fatto che Whirlpool, oltre a fare carta straccia degli accordi sindacali siglati con il Governo, non rispetta neanche la magistratura italiana”, aggiungono. Intanto, in una nota diffusa dai lavoratori dello stabilimento napoletano si contesta l’atteggiamento del Governo. “La multinazionale Whirlpool, dopo nemmeno sei mesi, si sottrae ad un accordo firmato con il governo ad un tavolo ministeriale, dimostrandosi senza valori, senza rispetto per cittadini, per i lavoratori e per le istituzioni. Quindici giorni fa, il ministro Andrea Orlando si impegnava allo stesso tavolo a garantire la continuità occupazionale dei lavoratori. Ieri, dopo poco più di due settimane, non conferma l’ impegno assunto e verbalizzato allo stesso tavolo”. “Ci chiediamo – concludono i lavoratori – come può un governo pretendere rispetto delle istituzioni se il Governo stesso non da’ valore agli impegni e agli accordi che sottoscrive?”