Whirlpool: Operai napoletani poco formati, non saranno delocalizzati. Lo stop al sito campano è definitivo

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In foto Luigi La Morgia, Ad di Whirlpool Italia

I dipendenti dello stabilimento di Napoli “non possiedono le competenze tecniche necessarie all’esecuzione delle lavorazioni in essere negli altri stabilimenti italiani senza l’attuazione di interventi formatici, organizzativi, logistici e talmente costosi e complessi da compromettere l’efficiente svolgimento dell’attività aziendale, finendo per generare una situazione di squilibrio strutturale”. È quanto si legge nella lettera firmata da Luigi La Morgia, amministratore delegato di Whirlpool non format Italia, recapitata questa mattina ai sindacati Fiom, Uilm e Fim della Campania, all’ufficio di gabinetto del presidente della Regione Campania e, per conoscenza, alle segreterie dei sindacati nazionali, e ai ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico per annunciare la volontà di procedere al licenziamento collettivo di tutti i dipendenti attualmente occupati nello stabilimento di Napoli. Anche Carinaro (Caserta) “svolge attività del tutto diverse rispetto alla produzione di lavatrici di alta gamma”.
“Il progetto di cessazione di attività dello stabilimento di Napoli – è scritto ancora nella nota – è da intendersi finale e definitivo”. Non esiste, allo stato, la possibilità di “adottare misure alternative per minimizzare l’impatto sul personale”. In particolare, non c’è l’intenzione di “richiedere ulteriori ammortizzatori sociali ordinari e straordinari” e ad oggi “non si è manifestata alcuna concreta possibilità di reindustrializzazione del sito”. Non c’è alcuna possibilità di “riassorbire il personale in esubero in altre sedi della società” né è possibile “utilizzare altri misure di lavoro flessibile alternative”. Ciononostante la società si dice “disponibile a valutare insieme alle organizzazioni sindacali e ai ministeri competenti” le “misure sociali che possono essere discusse per ridurre le conseguenze negative per la forza lavoro interessata”. Whirlpool si dice disponibile a “valutare misure ragionevoli – si legge – per favorire la ricollocazione dei dipendenti in esubero”.