Whirlpool si aggiudica il premio Amato Lamberti sulla responsabilità sociale

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Un riconoscimento dedicato ai temi della legalità e dell’impegno civile e volto a valorizzare le migliori attività di responsabilità sociale quale modello e strumento di cittadinanza attiva. Questo il Premio sulla Responsabilità Sociale ‘Amato Lamberti’, intitolato alla memoria del sociologo che fu tra i principali studiosi dei fenomeni della camorra. Il premio, alla sua seconda edizione, è organizzato dall’Associazione Jonathan onlus e dal gruppo di imprese sociali Gesco con il sostegno di Whirlpool/Indesit che dal Comune di Sorrento ha ricevuto il premio ”per l’impegno nel promuovere la responsabilità sociale come modello di partecipazione e sviluppo”. ”Questo tipo di collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore è un modo importante per contribuire a una cultura del cambiamento” dice il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo secondo cui “l’esempio di attenzione e sensibilità che una grande realtà industriale quale Whirlpool mostra verso il nostro territorio va in questa direzione“.Alessandro Magnoni A ritirare il premio Alessandro Magnoni, direttore comunicazione esterna e relazioni istituzionali Whirlpool Emea: ”Da oltre 100 anni la storia di Whirlpool è guidata da principi di responsabilità sociale volti a far sentire, in tutti i territori dove operiamo, un supporto da parte dell’azienda che vada anche ben al di là dell’impatto economico e produttivo. La cooperazione con l’Associazione Jonathan, che si articola anche in altri paesi, è uno dei molti esempi concreti della vicinanza dell’azienda al territorio“. Whirlpool, infatti, ha dato vita fin dal 1998 insieme all’Associazione Jonathan al progetto Jonathan-Whirlpool al fine di reintegrare nella collettività ragazzi con problemi sociali e penali attraverso la ricerca di strumenti educativi e innovativi e di sensibilizzarli sull’importanza del rispetto delle regole prendendo spunto dalle norme comportamentali sul lavoro. Il progetto, realizzato con il patrocinio del ministero della Giustizia, nel 2008 ha ricevuto l’apprezzamento dalla Presidenza della Repubblica con una targa di riconoscimento e ha consentito nel corso degli anni a circa 100 ragazzi un pieno reintegro nella collettività e il recupero di un’identità e di un ruolo sociale basato su valori condivisi. Nel 2009, inoltre, dalla collaborazione tra l’Azienda e l’Associazione, è nato il Progetto Jonathan-Vela. Protagonisti dell’iniziativa alcuni ragazzi minorenni sottoposti a misura cautelare e collocati presso le comunità Jonathan e Oliver, con alle spalle storie di disagio, degrado, abbandono e violenza, sia subita che perpetrata. L’obiettivo è il reinserimento nella società attraverso la rieducazione. Il progetto Vela è un progetto educativo, con fini di prevenzione e di recupero, che attraverso lo sport offre ai ragazzi la possibilità di costruirsi un’identità adulta intorno a tre parole chiave: disciplina, rispetto delle regole e rispetto dell’altro.