Wyser, per smart working puntare su contributo middle manager

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Roma, 24 mag. (Labitalia) – In uno scenario in cui lo smart working è in crescita, soprattutto nelle grandi aziende con il 36% di realtà già con progetti strutturati, alcune competenze delle risorse umane possono fare da volano ulteriore per raggiungere i benefici attesi in termini di produttività, efficienza e conciliazione vita-lavoro. Parola di Carlo Caporale, amministratore delegato Italia di Wyser, società internazionale di Gi Group che si occupa di ricerca e selezione di profili manageriali. “Dal nostro punto di osservazione del mercato, vediamo potenzialmente molto interessante il ruolo dei middle manager, soprattutto, che in qualità di portatori di grande know how e visione d’insieme possono contribuire all’adozione di nuovi approcci organizzativi”, spiega.

“In particolare, l’introduzione e la progettazione di forme di ‘lavoro agile’ non possono prescindere dal fattore umano – sottolinea – e dalle modalità di coinvolgimento della popolazione aziendale. Nel cambiamento culturale necessario, i quadri possono portare competenze specifiche di ruolo molto utili”. Ecco, quindi, punto per punto, le 5 abilità dei middle manager su cui investire secondo Wyser.

-Lavorare per obiettivi. La capacità di definizione degli obiettivi è un importante elemento di motivazione dei dipendenti: fissarli permette di chiarire il traguardo a cui fare riferimento, migliorandone le performance. I quadri possono agevolare l’introduzione di questo nuovo modello organizzativo favorendo il passaggio a un orientamento al lavoro basato sulla misurazione dei risultati e relativa presa di consapevolezza anche da parte dei collaboratori.

-Time management e definizione delle priorità. La gestione efficace del tempo e la sua ottimizzazione è una sfida quotidiana per i manager, insieme alla definizione delle priorità per migliorare l’efficienza e raggiungere gli obiettivi dei progetti. Rafforzare questa consapevolezza anche nei collaboratori è, quindi, elemento fondamentale per l’autonomia e l’autogestione con cui lavorare in modalità smart.

-Fiducia. La capacità di costruire relazioni positive con i collaboratori è un prerequisito essenziale per l’execution dei progetti di competenza e rappresenta la base per il rafforzamento della cultura di fiducia necessaria per la gestione flessibile delle attività.

-Prontezza e responsabilità nel cambiamento. Con la capacità di adattamento dimostrata anche in momenti non facili per le imprese, i quadri possono svolgere un ruolo attivo e pragmatico nell’agevolare la transizione a nuove modalità di lavoro in step graduali, sostenibili e condivisibili per i collaboratori.

-Approccio tecnologico. Per permettere una vera integrazione vita-lavoro l’apertura mentale, la curiosità e l’adattabilità alle innovazioni sono un requisito di ruolo davvero ‘abilitante’ rispetto a tutte le tecnologie necessarie sia per far fronte alle distanze sia alla sincronizzazione delle attività. Oltre, infatti, alla disponibilità di strumentazioni adeguate e alla capacità di utilizzo da parte dei diversi referenti, è importante contare su quadri capaci di essere anche snodo tecnologico con i collaboratori, giovani e meno giovani.