Yellen spinge al rialzo l’Asia: Shanghai va in rally (+2%) ma Tokyo perde l’1,31%

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Il punto. Il Ftse Mib segna +1,15%, il Ftse Italia All-Share +1,13%, il Ftse Italia Mid Cap +1,14%, il Ftse Italia Star +0,77%.
Mercati azionari europei in rialzo. DAX +1,3%, CAC 40 +1,4%, FTSE 100 +1,3%, IBEX 35 +1,4%.
Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,4-0,5 per cento.
In calo Tokyo con il Nikkei 225 a -1,31%. Positive le borse cinesi: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina +2,58%, mentre a Hong Kong l’indice Hang Seng al momento segna +2,4% circa. Euro su dollaro tocca il massimo dal 18 marzo a 1,1328.
Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,88%, Nasdaq Composite +1,67%, Dow Jones Industrial +0,56%.
Mercati obbligazionari eurozona in lieve rialzo. Il rendimento del Bund decennale rispetto alla chiusura precedente è stabile allo 0,15%, quello del BTP scende di 2 bp all’1,22%.
Lo spread scende di 2 bp a 107.
Alle 11:10 in Italia importanti aste: €1,0-1,5mld di 2022 CCTeu, €3,0-3,5mld di 2021 BTP e €2,5-3,0mld di 2026 BTP.
Petroliferi in rialzo grazie al recupero del petrolio rispetto ai minimi di ieri pomeriggio. Il future sul Brent oscilla sui 40,50 $/barile (minimo a 39,47), quello sul WTI sui 39, $/barile (37,92).
Ieri Janet Yellen ha parlato all’Economic Club of New York. Le parole della numero uno della Federal Reserve (Fed) hanno spinto al ribasso i corsi del dollaro e successivamente sostenuto i mercati dell’Asia. Yellen ha dichiarato che l’incertezza economica e finanziaria globale giustifica un percorso più prudente nell’aumento dei tassi di interesse, allontanando l’ipotesi di un nuovo incremento già nel corso del meeting di fine aprile del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) come invece avevano in precedenza suggerito rappresentanti di spicco della Fed come James Bullard, capo della Federal Reserve di St. Louis. Il risultato è stato un immediato indebolimento del dollaro, che martedì ha toccato i minimi di 112,61 yen (il Dollar Index ha segnato la perdita giornaliera più netta delle ultime due settimane) per poi scendere ulteriormente intorno a quota 112,30. Il rafforzamento dello yen ha avuto come primo effetto il declino della piazza di Tokyo, di fatto l’unica tra le principali piazze dell’Asia a non approfittare dell’effetto positivo delle parole di Yellen.

Borse asiatiche
Le parole della numero uno della Federal Reserve (Fed) hanno spinto al ribasso i corsi del dollaro e successivamente sostenuto i mercati dell’Asia. Immediato l’indebolimento del dollaro, che ha toccato i minimi di 112,61 yen (il Dollar Index ha segnato la perdita giornaliera più netta delle ultime due settimane), per poi scendere ulteriormente intorno a quota 112,30.
Il rafforzamento dello yen ha avuto come primo effetto il declino della piazza di Tokyo, di fatto l’unica tra le principali piazze dell’Asia a non approfittare dell’effetto positivo delle parole di Yellen. Il Nikkei 225 ha così segnato in chiusura una perdita dell’1,31% (performance peggiore per l’indice più ampio Topix, deprezzatosi dell’1,55%), appesantito dai titoli dei grandi esportatori ma anche dei gruppi legati alle materie prime.
Sul fronte macro, la lettura preliminare della produzione industriale del Giappone ha segnato in febbraio un crollo del 6,2% su base mensile rettificata, dopo il progresso del 3,7% registrato in gennaio. Il dato è il peggiore dal 2011, quando il crollo della produzione industriale fu causato da terremoto e tsunami che colpirono il Sol Levante, e si confronta con il calo del 5,9% atteso dagli economisti.

In una seduta, dunque, complessivamente buona per i mercati asiatici (l’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, dopo quattro sedute consecutive di perdite ha segnato un balzo dell’1,40%), l’indebolimento del dollaro ha rafforzato i corsi del petrolio (anche su previsioni di una crescita inferiore alle attese per le scorte in Usa) come pure quelli dell’oro (in overnight il metallo prezioso si è apprezzato di quasi il 2%).
Ma una piazza strettamente legata alle materie prime come quella di Sydney ha registrato performance contrastanti dai settori petrolifero e minerario e l’S&P/ASX 200 ha limitato allo 0,11% il suo guadagno in chiusura.
Meglio ha fatto Seoul, con il Kospi che ha segnato un progresso dello 0,36% al termine delle contrattazioni. Decisamente migliore la performance delle piazze della Cina continentale e, in scia, anche di quella di Hong Kong.
Dopo le pesanti perdite registrate martedì, infatti, avvicinandosi alla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in progresso di oltre il 2% mentre è di quasi il 3% il guadagno dello Shenzhen Composite. Leggermente inferiore l’incremento di Hong Kong: l’Hang Seng guadagna intorno all’1,50% (maggiormente allineato a Shanghai è invece l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China, in progresso di oltre il 2%).

Borsa Usa
A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,56%, l’S&P 500 lo 0,88% e il Nasdaq Composite l’1,67%.
Il numero uno della Fed, Janet Yellen, ha detto che la Banca centrale procederà con cautela nella politica di incremento dei tassi. La Yellen ha aggiunto che i rischi globali non dovrebbero avere un impatto significativo sull’economia Usa.
Positivi i dati macroeconomici pubblicati in giornata. L’Indice S&P/Case Shiller, che misura l’andamento dei prezzi delle abitazioni nelle 20 principali città americane, ha evidenziato nel mese di gennaio un incremento del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2015, inferiore alle stime degli addetti ai lavori pari al 5,8% ma in linea con la rilevazione precedente. L’Indice di fiducia dei consumatori è salito nel mese di marzo a 96,2 punti. Il dato è nettamente superiore alle previsioni degli addetti ai lavori pari a 93,9 punti. Rivisto al rialzo il dato di febbraio a 94 da 92,2 punti.
Sul fronte societario Lennar +3,19%. Il costruttore di case ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel primo trimestre l’utile è cresciuto a 144,1 milioni (0,63 dollari per azione) da 115 milioni dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono aumentati del 21% a 1,99 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,52 dollari su ricavi per 1,86 miliardi.
SunEdison -56,02%. La società specializzata nelle energie rinnovabili, schiacciata da 11 miliardi di dollari di debiti, rischia di dover ricorrere alla “bankruptcy (protezione contro il fallimento)”.
eBay -0,08%. Barclays ha tagliato il rating sul titolo del gigante delle aste online a underweight da equal-weight.

Europa
Le Borse europee hanno chiuso sopra la parità: a Parigi il Cac40 ha terminato in rialzo dello 0,85% a 4.366,67 punti mentre l’Ibex è salito dello 0,21% a 8.808,30. Penalizzata dall’andamento dei titoli legati alle risorse di base (-3,77% di Glencore, -4,33% di Anglo American, -3,19% di BHP, -10,83% di Lonmin), Londra ha terminato piatta (-0,01%) a 6.105,9 mentre il tedesco Dax ha segnato un +0,37% a 9.887,94 punti.
A Francoforte -1,60% di Deutsche Bank, in scia delle parole all’insegna della cautela pronunciate dal membro del board Karl von Rohr told, e -1,57% di Volkswagen sull’ipotesi di un taglio al dividendo nel 2015.

Italia
Piazza Affari chiude invariata la prima seduta dopo le festività pasquali, zavorrata dai titoli bancari. Dopo un avvio in rialzo la giornata si è conclusa con l’indice Ftse Mib a quota 18.171,86 punti (+0,03%).
Osservando l’andamento dei singoli titoli, la peggiore del listino milanese è stata Saipem, che ha ceduto oltre il 5% penalizzata dalle quotazioni dell’oro nero.
Male i bancari che hanno archiviato la giornata in deciso ribasso: giù Mps (-4,78%), seguita da Bper (-4,78%) e da Banco Popolare e Bpm che hanno segnato rispettivamente un -3,75% e un -3,64%. Seduta debole per CNH Industrial (-1,07%), dopo aver annunciato giovedì a mercati chiusi un accantonamento di circa 500 milioni di dollari nel primo trimestre del 2016.
In vetta Mib Buzzi Unicem (+4,46%). A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione dei conti del 2015, gli esperti di Equita hanno confermato il rating buy sul titolo. Giovedì scorso Buzzi Unicem ha annunciato di avere chiuso l’esercizio 2015 con un utile netto che è salito del 6,3% a 128,1 milioni di euro rispetto ai 120,5 milioni registrati nel 2014, mentre il fatturato ha mostrato un progresso del 6,2% a 2.662,1 milioni.
A livello macro, l’Istat ha comunicato che a marzo l’indice del clima di fiducia dei consumatori è leggermente migliorato, passando a 115 dai 114,5 del mese precedente. Per quanto riguarda, invece, le imprese, l’indice composito del clima di fiducia è sceso a 100,1 da 103,2.

I dati macro attesi oggi
Mercoledì 30 Marzo 2016

00:50 GIA Produzione industriale (prelim.) feb;
11:00 EUR Indice fiducia economica mar;
11:00 EUR Indice fiducia industria mar;
11:00 EUR Indice fiducia servizi mar;
11:00 EUR Indice fiducia consumatori (finale) mar;
14:00 GER Inflazione (prelim.) mar;
14:15 USA Nuovi occupati settore privato (stima ADP) mar;
16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati.