Zes, confronto di Manageritalia con i presidenti dei porti. Beccari: Lavorare su potenzialità Sud

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Le Zes, zone economiche speciali, rappresentano un’opportunità importante per il rilancio dell’economia nel Mezzogiorno ma, a quasi quattro anni dall’entrata in vigore della loro legge attuativa, stentano a decollare, soprattutto al Sud. Snodo fondamentale e traino di tutto l’impianto normativo è il sistema della logistica, in cui i porti appaiono sempre più centrali. Di qui l’iniziativa di Manageritalia, la Federazione nazionale dei dirigenti, quadri ed executive professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato, che ha promosso un confronto online sul proprio canale YouTube e sulla pagina Facebook, al fine di affrontare in sede tecnica l’argomento, spinoso, della mancata attuazione delle Zes in Italia e raccogliere spunti per poi discuterne con gli interlocutori politici in una nuova tavola rotonda virtuale da tenere a breve. Al webinar hanno preso parte i responsabili di Manageritalia Campania (Ciro Turiello), Manageritalia Puglia-Calabria-Basilicata (Giuseppe Monti) e della Sicilia (Carmine Pallante), i quali hanno interloquito con i presidenti delle Autorità portuali del Mar Tirreno Centrale, Andrea Annunziata, e del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, insieme all’ingegnere Luigi Bosco, già assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Sicilia, e Ivano Russo, direttore generale di Confetra. Le conclusioni sono state affidate al vicepresidente nazionale di Manageritalia Roberto Beccari. L’evento è stato moderato dal direttore de IlDenaro.it Alfonso Ruffo.

La sollecitazione al Governo: subito i commissari

Primo giro di domande con i presidenti dei porti. Andrea Annunziata, a capo dell’autorità portuale che ha dentro Napoli, ha subito posto l’accento sulla necessità di avere dei commissari, “magari a tempo pieno, senza doppi incarichi, in modo da potersi dedicare seriamente alle tante questioni che riguardano le Zes”, rilevando che “in altri paesi, tipo la Polonia, alcuni aspetti, come le sottozone, sono stati tenuti meglio in considerazione e hanno reso quei territori più attrattivi e competitivi agli occhi degli investitori”. Annunziata ha anche ricordato che “con l’allora assessore Lepore della prima giunta De Luca ci attivammo subito per un discorso sulle Zone Economiche Speciali, infatti la Campania è stata tra le prime regioni a dotarsi degli strumenti normativi adatti a recepire la normativa nazionale, ma poi la semplificazione non c’è stata e ad oggi perdiamo più tempo a sollecitare il livello centrale che a programmare”.

Zes ostaggio della burocrazia. Patroni Griffi: Autorizzazione unica

“Servono interventi seri sul piano della semplificazione. Lo sportello unico non è necessario, anzi è dannoso perché crea un imbuto, con una bocca molto larga, in cui si butta di tutto, e un’uscita molto stretta, che rappresenta la selva burocratica dei tanti enti coinvolti negli adempimenti”. Ha esordito così il presidente Ugo Patroni Griffi dell’AdSPMAM del Mare Adriatico Meridionale. “Ciò che serve è un’autorizzazione unica, con tempi certi e silenzio assenso”, ha proseguito. “Soltanto uno strumento di questo tipo potrà convincere gli investitori a scommettere sull’Italia e guardare con fiducia al nostro Paese, sapendo di poter rispettare il proprio piano economico in un’ottica di Industria 4.0, senza ostacoli che in grado di compromettere il loro progetto imprenditoriale”, ha evidenziato ancora.

Una legge sfuggita di mano. Ivano Russo: Veti incrociati hanno impedito le deroghe

“Ho lavorato in prima persona al decreto di questa legge insieme al ministro De Vincentiis e devo dire che sono molto scettico, perché l’idea era quella di fare una norma di carattere ordinamentale, che semplificasse con deroghe importanti. Ma piano piano che ultimavamo i passaggi tecnici con i vari enti e ministeri ci siamo resi conto che ci stava morendo tra le mani”, ha spiegato Ivano Russo, direttore generale di Confetra e consulente dell’allora ministro della Coesione territoriale. “Venute meno le deroghe sul piano dei controlli, del codice degli appalti, in ambito doganale, la legge è rimasta ancorata al credito di imposta e nessuna azienda è disposta a spostarsi dall’estero e venire in Italia per risparmiare 15mila euro di tasse l’anno. Si tratta di grandi gruppi industriali che hanno bisogno di ben altri incentivi per delocalizzare la propria produzione e trasferirsi nel nostro Paese”. Russo ha citato il caso di Bacardi, che avrebbe lasciato Barcellona per un nuovo insediamento in Piemonte collegato al Porto di Genova. “Sono operazioni che vanno gestite a livello centrale. Quando con il governo Gentiloni abbiamo avviato le interlocuzioni con le entità territoriali, sia piemontesi che liguri, ci siamo resi conto che i veti incrociati e la selva burocratica avrebbero impedito l’affare. Infatti, non se ne fece più niente”, conclude.
Per Luigi Bosco, invece, “vanno semplificate le procedure urbanistiche, imprimendo un’accelerazione e inserendo la certezza dei tempi nella concessione dei titoli edilizi”. Bosco, già amministratore in Regione Sicilia, ha parlato delle realizzazioni delle opere pubbliche sull’isola, facendo riferimento ad “un’impalcatura complessa che rende problematica la realizzazione di ogni infrastruttura”. Per l’ex assessore regionale occorre inoltre agire con “l’esclusione automatica dell’offerte anomale, attraverso un algoritmo che annulli la discrezionalità”.

Beccari: Sensibilizzeremo i nostri manager, il Sud ha potenzialità inespresse

“Ho notato dal confronto, davvero utile e costruttivo, una sorta di diffidenza reciproca tra pubblico e privato, lavoreremo su questo e sensibilizzeremo i nostri manager affinché gli ostacoli siamo approfonditi nella giusta maniera e rimossi”, ha esordito nel suo intervento a conclusione del webinar il vicepresidente di Manageritalia Roberto Beccari. “Lavoreremo sul confronto e sulla capacità di ascolto – ha proseguito il vicepresidente Beccari -, ci sono degli importanti cambiamenti in atto e serve una determinazione molto forte da parte nostra per essere motore di questi processi. Va aggiustato e migliorato il rapporto pubblico-privato e proveremo a coinvolgere le nostre entità territoriali per sensibilizzarle su un tema come quello delle Zes, che necessita di una gestione efficiente, perché è una leva fondamentale per la crescita del Paese”, ha concluso.