Il motore principale dell’azione delle Zone Economiche Speciali (ZES) non può che essere l’investimento nell’istruzione dei giovani. Joel Mokyr, storico dell’economia e recente premio Nobel, ha sostenuto che la rapida circolazione e adozione di conoscenze pratiche accese la miccia della Rivoluzione Industriale in Gran Bretagna. Tali conoscenze si acquisiscono attraverso la comprensione mediante esperienza degli scenari di vita reali, per poi con l’immaginazione sottoporli a una profonda revisione.
Ecco perché le ZES devono essere anche Zone di Ideazione dove si inventa mettendo in campo istituzioni educative che stimolino le menti degli educandi ad essere creative ed intraprendenti affinché il loro lavoro sia il frutto del capitale intellettuale accumulato studiando, sperimentando e sfidando quanto appreso. Dall’AI introdotti a lavorare diversamente da oggi, costoro svolgerebbero mansioni di alto livello che accelererebbero la scoperta e l’innovazione in modi imprevedibili, così contribuendo significativamente a standard di vita più elevati. Piuttosto che dagli investimenti diretti nelle nuove tecnologie, l’impatto economico maggiore che produrranno le Zone Speciali deriverà proprio dagli investimenti complementari nell’istruzione i cui risultati non sono immediati.
Dunque, conta decisamente la propensione ad investire a lungo termine, considerano eventi, condizioni e piani che coprono un periodo di tempo prolungato. Mediamente, nelle ZES i primi esiti rilevanti sono apparsi dopo 10-15 dal loro avvio. Shenzhen ha impiegato più di un decennio per decollare e successivamente ottenere una crescita sostanziale.
Se il desiderio e la volontà di voltar pagina sono un fardello anziché una spinta, ci è estraneo l’apprezzamento del buon risultato che attraversa un lungo periodo iniziale prima di giungere al traguardo.
Ai decisori politici e agli imprenditori che reclamano le ZES chiediamo: la mano pubblica dei primi e quella privata dei secondi sono pronte a rinunciare ad effetti rapidi?
Non è con le ZES prive dell’istruzione per ideare che si contrasta l’emergenza della crisi manifatturiera. Le ZES non sono una magica pozione miracolosa che risana le imprese in difficoltà e fa lievitare in quelle sane il numero di lavoratori digitali per svolgere molti più compiti. Al contrario, le ZES sono vulnerabili agli stessi problemi di fondo che causano i fallimenti aziendali.
The primary driver of Special Economic Zones (SEZs) is investment in youth education. Economic historian and recent Nobel laureate Joel Mokyr has argued that the rapid circulation and adoption of practical knowledge sparked the Industrial Revolution in Britain. Such knowledge is acquired through experiential understanding of real-life scenarios, which are then subjected to profound imaginative revision.
This is why SEZs must also be Ideation Zones, where educational institutions foster invention by stimulating students’ creative and enterprising minds, so their work becomes the fruit of intellectual capital accumulated through study, experimentation, and challenging what they have learned. AI, introduced to work differently than today, would enable these workers to perform high-level tasks that would accelerate discovery and innovation in unpredictable ways, thus significantly contributing to higher standards of living. Rather than direct investments in new technologies, the greatest economic impact of the Special Zones will come from complementary investments in education, the results of which are not immediate.
Therefore, a long-term investment mindset is crucial, considering events, conditions, and plans over a prolonged period. On average, the first significant results in SEZs appeared 10-15 years after their launch. Shenzhen took more than a decade to take off and subsequently achieve substantial growth.
If the desire and willingness to move forward are a burden rather than a driving force, we are not appreciating the positive results that take a long initial period before reaching the finish line.
We ask the policymakers and entrepreneurs advocating for SEZs: are the public sector of the former and the private sector of the latter prepared to forgo rapid results?
The manufacturing crisis cannot be countered by designing SEZs without education. SEZs aren’t a magic bullet that can revive struggling businesses and increase the number of digital workers in healthy ones to perform many more tasks. On the contrary, SEZs are vulnerable to the same underlying problems that cause business failures.







































