Zone economiche speciali, la Puglia pensa al modello Campania

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In foto una veduta del porto di Napoli

Puglia in ritardo sulla Zona economica speciale dopo il varo dello specifico Dpcm (Decreto presidente Consiglio dei ministri) mentre sono gia’ al lavoro le Regioni Campania e Calabria. Lo evidenzia il deputato Pd, Ludovico Vico, componente della commissione Attivita’ produttive della Camera, che chiede che la Puglia, nello strutturare le Zesm si rifaccia alla linea scelta dalla Campania. Vico si chiede a che punto sia “la mappatura relativa ai 4.408 ettari rientranti nelle aree Zes pugliesi. Quanti andranno alla Zes Adriatica e quanti alla Zes Ionica? Quali sono le aree gia’ indicate oltre alla partualita’ e alla retroportualita’ dei tre porti? E quali le agevolazioni che la Regione Puglia e’ obbligata a prevedere nelle Zes? Se cio’ fosse complicato, mi permetto di suggerire che basterebbe copiare quello che ha fatto la Regione Campania – dice Vico -. Che ha previsto nel suo piano strategico il seguente regime fiscale: esenzione Ires, Irap, Imu e Tari per i primi tre periodi, oltre alla riduzione sui contributi per i lavoratori dipendenti a tempo interminato ed altro. E per le semplificazioni normative, di competenza della Regione Puglia, cosa sta prevedendo? Anche in questo caso suggerirei di copiare le proposte della Regione Campania, come l’abrogazione delle norme che impongono restrizioni o divieti non giustificati all’avvio delle attivita’; i tetti unici in materia di commercio e attivita’ produttive”. Vico si chiede poi quali siano “le proposte della Regione Puglia per la infrastrutturazione nelle aree specifiche” e ancora a che punto si e’ “sulla Zes interregionale Taranto-Matera. Il presidente della Regione Puglia ha definito l’intesa con il presidente della Regione Basilicata? Compete, infatti, alla Puglia accettare la proposta con la quale la Regione Basilicata chiede di associarsi alla Zes Ionica. E il presidente Marcello Pittella, ha proceduto ad avviare le procedure in tal senso?” “Allineare la Puglia alla partenza della Zes Campana e a quella Calabrese – conclude Vico – significa assicurarsi nel Mezzogiorno una pari competitivita’ per i porti pugliesi, evitando che gli investitori si riversino a Napoli e Gioia Tauro. Valorizzare e rendere competitiva la portualita’ pugliese, significa permettere alla Puglia di stare nei grandi traffici mediterranei e soprattutto in quelli della via della Seta. Questa e’ una delle sfide che la Puglia non puo’ perdere”.