Agricoltura, vendemmia Doc spinge l’export: +6%

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La vendemmia doc spinge l’exporto verso il record, con un incremento del 6%.Ci sono le condizioni per una annata da ricordare”. E’ quanto afferma la Coldiretti che traccia e un bilancio, a quasi un mese dall’inizio della vendemmia in Italia. Le condizioni climatiche hanno creato le condizioni per una vendemmia ottima dal punto di vista qualitativo, con un produzione stimata in aumento dal 5 al 10 per cento rispetto ai valori minimi dello scorso anno. Il settore genera quasi 9,5 miliardi di fatturato, solo dalla vendita del vino e occupa 1,25 milioni di persone. Le condizioni climatiche, con il grande caldo, hanno accelerato i processi e anticipato la raccolta che si classifica come la seconda piu’ precoce dal dopoguerra (dopo a quella del 2003). In Italia la vendemmia è partita con le uve pinot e chardonnay in un percorso che, precisa la Coldiretti, proseguirà a settembre ed ottobre con la raccolta delle grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e che si concluderà addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nebbiolo e Nerello. o stato fitosanitario dei vigneti, fa sapere Coldiretti, è in tutta Italia ”molto buono, con assenza di situazioni di criticità e la qualità attesa è ottima”. Se non ci saranno sconvolgimenti si prevede che la produzione made in Italy sarà destinata per oltre il 40 per cento ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola.