Agroecologia: ecco le sfide della sostenibilità

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Food & Green. Due parole chiave delle sfide del futuro. Due concetti determinanti per il mutamento epocale che ci attende dopo l’esperienza traumatica della pandemia da COvid-19, necessario per recuperare il senso autentico del nostro essere creature. E per spendere bene le risorse che l’Europa ci ha messo a disposizione per la ripartenza. Lotta alla crisi climatica, economia circolare, innovazione industriale, mobilità ad emissioni zero, agro-ecologia. E ancora: aree protette, turismo sostenibile, lotta alla illegalità ambientale, sviluppo della banda larga, finanza etica. Legambiente ha individuato 10 proposte per un uso sostenibile delle risorse del Ricovery Fund e sarà utile focalizzarle. In particolare l’agroecologia, ossia l’agricoltura a basso impatto ambientale volta a tutelare meglio gli ecosistemi naturali e la salute dei consumatori.

IL TRAUMA DELLA PANDEMIA
Con la pandemia il genere umano ha subito un trauma, che ci ha spinto a riflettere sulle condizioni per un vivere sostenibile, per affrontare con consapevolezza il cambiamento delle relazioni dell’uomo con l’ambiente, che passa anche attraverso il rapporto con il cibo di cui ci si nutre.
L’alimentazione, del resto, è sempre più considerata una metafora del rapporto che intratteniamo con noi stessi, con il nostro corpo, con la vita dell’altro. E ancora: il cibo quale preziosa risorsa e valore dell’educazione per la crescita della persona e chiave di accesso alle nostre radici più profonde, in un virtuoso intreccio di tradizioni e culture.
C’è una relazione vitale che lega uomo e cibo, ma questa prospettiva oggi si può difendere solo a costo della concreta ricerca della sostenibilità, frutto della triplice transizione: ambientale, economica e sociale.
Bisogna fare i conti anche con la transizione energetica, dalla quale deriva la possibilità di sostenere politiche di contenimento delle emissioni climalteranti, che devono necessariamente tener conto della costante crescita economica globale, che auspicabilmente riprenderà quando sarà definitivamente vinta la lotta al Coronavirus, con l’incremento di consumi energetici necessari per soddisfare la domanda di riscaldamento e raffreddamento in diverse parti del mondo.