Fondo Nuove Competenze: le novità per il 2022

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Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha firmato il decreto che ufficializza l’arrivo di 1 miliardo di euro di fondi ReAct-Eu per il finanziamento del Fondo Nuove Competenze. Un decreto molto atteso dalle aziende di tutta Italia che, in una recente survey condotta da Time Vision, avevano sottolineato la necessità di tempi celeri per il decreto, in modo da non perdere il 2022 per intero. Delle novità del Fondo Nuove Competenze parla la rubrica L’incentivo del lunedì di questa settimana.

Cosa cambia con il Fondo Nuove Competenze?

Il decreto del ministro Orlando modifica il precedente Fondo Nuove Competenze da più punti di vista, sia organizzativi che economici.

C’è, però, un assunto di base da cui partire: se, fino ad ora, le aziende hanno avuto la possibilità di provvedere in autonomia alla formazione dei propri dipendenti, d’ora in avanti questa opzione non sarà più possibile.

Occorrerà, necessariamente, rivolgersi ad enti di formazione certificati a livello nazionale o nelle regioni in cui le aziende hanno sede. In più, questa annualità del Fondo Nuove Competenze prevede un potenziamento del ruolo dei fondi interprofessionali, che saranno il canale di accesso privilegiato alla misura stessa.

Le competenze da sviluppare

Anche da questo punto di vista, il decreto del Ministro Orlando dà una specifica importante: la priorità in termini di competenze dovrà essere data ai due filoni su cui si è costruito il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e cioè il mondo digital e quello green.

Cosa vuol dire? Che, operativamente, i piani di potenziamento delle skills dovranno basarsi sull’acquisizione delle competenze necessarie a guidare le aziende verso la loro completa digitalizzazione e verso un approccio produttivo sostenibile.

Fondo Nuove Competenze: la copertura dei costi e la premialità

Cambiano le percentuali di copertura del costo orario di lavoro destinato alla formazione. Restando, pur, fermo il monte orario massimo di 200 ore di formazione per lavoratore, le percentuali di risorse in arrivo sono diverse, e cioè:

  • il 60% della retribuzione oraria
  • il 100% dei contributi previdenziali

Il decreto prevede, però, delle premialità per chi intraprende percorsi di riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario: in caso di accordi che prevedano, oltre alla rimodulazione dell’orario finalizzata a percorsi formativi, anche una strutturale riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione complessiva, la quota di retribuzione finanziata dal fondo sarà pari al 100%.

La roadmap per le aziende

Sono due gli step temporali che le aziende interessate a potenziare le skills dei propri dipendenti dovranno seguire dalle prossime settimane:

  • ad ottobre l’Anpal pubblicherà, infatti, l’avviso che consentirà alle aziende di presentare i propri progetti formativi
  • entro dicembre, poi, le stesse aziende potranno stipulare gli accordi collettivi necessari ad accedere alla misura

È, quindi, importante che tutta la documentazione necessaria per accedere ai contributi del fondo sia pronta in tempi stretti, in modo da essere pronti per l’avviso di ottobre e procedere con gli accordi collettivi nei successivi due mesi.

Per saperne di più: https://www.timevision.it/fondo-nuove-competenze/