La fusione di tutti i saperi

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Il filosofo Francis Bacon (1561-1626), il poliedrico Pierre-Simon Laplace (1749-1827) i cui studi spaziarono dalla filosofia alla fisica, all’ingegneria e ad altri campi del sapere, e il poeta Giacomo Leopardi (1798-1837) hanno mostrato al genere umano la natura a guisa di meccanismo composto di atomi sottoposti a leggi rigorosamente deterministe. Un meccanismo da dominare perché, poetava Leopardi, la natura è matrigna, inganna i suoi figli. È in questa pervasiva atmosfera intellettuale che le scienze naturali e le scienze umane hanno vissuto vite distaccate. Seguendo un’opposta corrente di pensiero che va da Platone (428/427 a. C.- 348/347 a. C.) all’ambientalista James Lovelock, la natura è un organismo vivente, il regno del ‘nato’ non del ‘fatto’ – una sorta di grande animale, secondo il filosofo greco – la cui finalità è un pianeta adatto alla vita. È nel crogiolo plasmato da questa visione che avviene la fusione di tutti i saperi.

The philosopher Francis Bacon (1561-1626), the polymath Pierre-Simon Laplace (1749-1827) whose studies ranged from philosophy to physics and engineering, and the poet Giacomo Leopardi (1798-1837) showed humankind nature in the guise of a mechanism made of atoms under strict deterministic laws. A mechanism to be dominated because, as Leopardi maintained, nature is a stepmother who deceives her sons. It is in this pervasive intellectual atmosphere that the natural sciences and the human sciences have experienced detached lives. Following an opposite current of thought from Plato (428/427 BC – 348/347 BC) to the environmentalist James Lovelock, nature is a living organism, the realm of the born not of the made – a sort of great animal, according to the Greek philosopher – whose purpose is a planet suitable for life. It is in the crucible shaped by this vision that the fusion of all knowledge takes place.

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