Lavoro, Italia a trazione cooperativa: 8,5 per cento del Pil

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Con un valore della produzione che ha superato i 108 miliardi l’economia cooperativa rappresenta l’8,5% del Pil italiano. In particolare, nel 2013 le 67.062 cooperative italiane hanno generato un valore della produzione pari a 90,7 miliardi di euro, mentre i consorzi 17,6 miliardi. Negli anni della crisi, 2008-2013, la cooperazione ha messo a segno una crescita del 14%, pari, in valori assoluti, a circa 10 miliardi. Nello stesso periodo, i consorzi hanno registrato un aumento del valore della produzione del 16,9%, corrispondente a un incremento di 2,4 miliardi di euro. Queste sono solo alcune rilevazioni contenute nel terzo Rapporto Italia sulla Cooperazione, realizzato da Euricse e presentato oggi a Roma, in collaborazione con Alleanza delle Cooperative Italiane. Negli anni della crisi le cooperative hanno continuato ad assumere creando nuovi posti di lavoro stabili. Il 68,1% delle posizioni attivate nel 2013 e il 61,4% di quelle attivate dai consorzi erano infatti di tipo dipendente a tempo indeterminato. Le percentuali salgono rispettivamente al 76,8% e al 72,2% se si considerano le posizioni attive nel mese di dicembre 2013. Dall’analisi complessiva sulle diverse forme di impresa, calcolata in rapporto al valore della produzione, emerge che nel 2013 la pressione fiscale è stata superiore per le cooperative rispetto alle società per azioni (7,7% per le prime contro il 6,8% per le seconde) soprattutto a seguito del maggior peso degli oneri sociali e delle imposte sui redditi da lavoro.

I dati

Entrando nel dettaglio dei dati si evidenzia che i dati Inps mostrano un totale di 1.764.976 posizioni lavorative attivate nel 2013 e 1.257.213 occupati a fine 2013. Inoltre, le cooperative italiane risultano fornire soprattutto posti di lavoro stabili: il 68,1% delle posizioni attivate in corso d’anno 2013 e il 61,4% di quelle attivate dai consorzi erano infatti di tipo dipendente a tempo indeterminato. Le percentuali salgono rispettivamente al 76,8% e al 72,2% se si considerano le posizioni attive nel mese di dicembre 2013. Secondo i dati Inps il numero di posizioni lavorative nelle cooperative alla fine di dicembre di ogni anno è aumentato, tra il 2008 e il 2013, di 80.575 unità, pari al 6,8%. Se si escludono le imprese agricole e i lavoratori con contratti di lavoro parasubordinati , l’aumento degli occupati dipendenti in cooperativa ha superato le centomila unità (quasi 102.000) con un aumento tra il 2009 e il 2013 del 10%. Nello stesso periodo gli occupati nelle imprese private diverse dalle cooperative sono diminuiti di poco meno di 500.000 unità (-5%). L’andamento delle cooperative è stato migliore in tutti i settori, anche in quelli con calo dell’occupazione, ed è possibile stimare un contributo complessivo della cooperazione all’occupazione nel corso della crisi superiore a 220.000 posti di lavoro.

Pressione fiscale

Dall’analisi della pressione fiscale complessiva sulle diverse forme di impresa, calcolata in rapporto al valore della produzione, emerge che nel 2013 la pressione fiscale è superiore per le cooperative rispetto alle società per azioni (7,7% per le prime contro il 6,8% per le seconde) soprattutto a seguito del maggior peso degli oneri sociali e delle imposte sui redditi da lavoro. Il rapporto evidenzia anche che in totale sono 448 le organizzazioni che in Italia hanno in gestione beni confiscati, per un valore dei beni immobili stimato in 362 milioni di euro. Di queste organizzazioni, 123 sono cooperative sociali e hanno registrato nel 2013 un valore della produzione complessivo (incluse anche altre attività) superiore ai 130 milioni di euro e più di 4.200 occupati totali.