Gli impegni presi (da Draghi) con la Ue e l’impari lotta di Giorgia Meloni con il tempo

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in foto Giorgia Meloni

Mancano ormai una manciata di giorni e, finalmente, il 2022 sarà finito senza lasciare un buon ricordo di se. È credibile che tra i pochi che vorrebbero durasse ancora un po’ c’è la Premier Meloni e la sua squadra di governo. Nonostante le espressioni di gradimento ricevute dalla Primo Ministro durante l’ultima riunione della EU in ventisette, al suo debutto e l’aver ottenuto consensi sia personali che per l’interpretazione del ruolo, al momento la stessa è impegnata in un corpo a corpo con l’espressione concreta di Krono, la divinità greca che è legata allo scorrere del tempo. Esso sta scandendo le sue ore come ha fatto senza interruzione da che mondo è mondo. Quindi sono i molteplici adempimenti di chi deve rispettare determinate scadenze che possono farlo apparire contratto. Lo aveva detto per primo un po’ di tempo fa Albert Einstein e quindi da prendere per buono a scatola chiusa. La credibilità conquistata dalla Capo del Governo nei primi mesi del suo incarico rischia di essere minata alla base se non sarà rispettato l’impegno preso dal governo Draghi con la EU. Detto a chiare lettere, di completare entro il 31/12 l’adozione delle misure necessarie per l’attuazione delle riforme chieste dalla EU al Paese.Tanto al fine che il governo possa attingere dal NGEU le risorse necessarie per finanziare il PNRR. Al momento, quando manca poco al suono del gong, sono state approntate meno del 75% di esse. Il rischio che il governo debba imboccare la strada dell’esercizio provvisorio per non aver adempiuto come accennato innanzi è ancora alto. Nel contempo l’opposizione, di cui una parte dovrebbe avere un minimo di decoro e quindi assumere tutt’ altro atteggiamento di quello che sta mantenendo, intralcia come può il lavoro dell’ esecutivo. Quest’ ultimo consiste nel tentativo di un assalto alla diligenza, nel senso che non c’ è occasione che tralasci per contrastare il lavoro della maggioranza. Probabilmente quelli di loro versione export, evolutisi in compagni della filibusta, quindi filibustieri, non sono riusciti a arrivare fino in fondo nel loro intento. È bene fermarsi qui con le chiamate in causa perchè è Natale e tradizione vuole che si debba essere più buoni. Vada per quest’ ultima espressione, ma c’è dell’ altro che potrebbe modificare l’atteggiamento a dir poco conciliante della EU nei confronti del Paese. Si riferisce tale ipotesi ai tentennamenti che sta avendo il governo nei confronti del perfezionamento del MES. Solo una illustrazione di che cosa definisca quell’ acronimo, Il Meccanismo Europeo di Stabilità, questa la sua sigla per esteso. Esso riscontra l’opposizione di una parte della politica italiana che rifiuta, sembra quasi per partito preso, di condividerlo. In pochi tratti esso è l’ ennesimo strumento finanziario comunitario, quindi finanziato dagli stati membri, che dovrebbe intervenire a favore di ognuno di essi in presenza di particolari situazioni di difficoltà. Quell’intervento è a titolo oneroso, quindi per gli stati europei il rischio dell’investimento non sarebbe superiore a quello di un normale finanziamento a un’ ente pubblico operante sul proprio suolo. C’è da aggiungere solo una lezione di saper fare impresa, a cui il governare dovrebbe ispirarsi da vicino, che un importante imprenditore sannita dava ai suoi colleghi più giovani. Il credito, diceva quell’illustre personaggio, non si rifiuta mai, di qualsiasi genere esso sia: bancario, mercantile e tutto ciò che dimostra che il beneficiario ha merito creditizio in quantità sufficiente se non anche di più. Un altro paio di maniche è se utilizzarlo oppure no. Quel saggio capitano d’ impresa di lungo corso diceva che, per quanto riguardava la sua azienda, utilizzava quello strumento come una ruota di scorta. Quindi solo per il tempo occorrente per riparare quella forata, per poi riporla nel suo alloggio. Il Professor Einaudi avrebbe collocato Il comportamento di quell’imprenditore come uno di quelli che fanno parte del buon governo. Il paragone della gomma di scorta rende bene la portata di quel tipo di intervento comunitario. Da ricordare che l’Italia è l’ unico dei paesi della EU a non aver sottoscritto l’ impegno per rendere operativo il MES. C’è ancora tanta carne messa sul fuoco a cui badare che dovrà essere pronta per la cena di San Silvestro. Non dovrà arrivare in tavola nè cruda nè bruciata. Ne andrebbe del prestigio di chef Meloni, accontentata finalmente nel constatare l’ adozione di un sostantivo maschile per indicarla.Tempus fugit, scriveva Virgilio circa duemila anni orsono e da allora non è cambiato niente. Sotto a chi tocca, quindi e peccato che non potrá sparare i fuochi d’ artificio come si faceva tempo fa. Del resto questi ultimi oggi sembrerebbero completamente fuori luogo e stridenti con il contesto attuale.