Mogherini, proporrò missione Ue in acque Libia

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Sophia sta bene e vive in Germania con la mamma. Nata in agosto su una nave italiana che aveva soccorso il suo gruppo, oggi nella foto che il Capitano di Marina mostra orgoglioso, è una bella bambina sorridente di 8 mesi. A lei si deve il nome dell’operazione europea di Eunavfor Med contro il traffico di esseri umani in acque internazionali, tra l’Italia e la Libia, che ha salvato finora 13 mila vite tra cui quelle di 800 bambini, proprio come Sophia. Operazione che ora l’Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, intende rafforzare proponendo di estenderla fino alle acque territoriali libiche in accordo con il governo di unità nazionale di Fayez al Sarraj, appena insediatosi a Tripoli. A un anno dall’ennesimo tragico naufragio di migranti al largo di Lampedusa, il 18 aprile 2015, in cui morirono 800 persone e che diede la scossa all’Europa, Mogherini sbarca dall’elicottero sul ponte di volo della portaerei italiana Cavour nel Canale di Sicilia, centro di comando dell’intera operazione, cui partecipano 24 Paesi Ue, guidata dall’Ammiraglio Enrico Credendino. E ne traccia un bilancio: 13 mila vite salvate dalle onde, 68 presunti scafisti fermati e consegnati alla giustizia italiana, 104 barconi della morte sequestrati e neutralizzati per impedirgli di tornare sulle coste libiche e ripartire con un nuovo carico di disperati in fuga. L’ultima grande operazione solo tre giorni fa, con il recupero di 737 persone, da parte della nave tedesca Frankfurt, poi trasferite ad Augusta. “Un anno fa qui c’erano le lacrime, e c’era solo l’Italia a farsene carico. Oggi c’è l’Europa”, ha detto Mogherini. “E mentre proviamo vergogna per i muri che vediamo alzare, qui c’è l’Europa migliore di cui dobbiamo essere orgogliosi”, ha aggiunto, invitando l’Austria a non alzare barriere ma “a mostrare il volto della solidarietà come fatto l’estate scorsa”.
Con la chiusura della rotta balcanica e con il mare che con la bella stagione spiana le sue onde, si prevede la ripresa dei flussi migratori da sud, che già nei primi mesi del 2016 sono aumentati del 55% rispetto a un anno fa. E’ quindi il momento di fare di più, è il messaggio di Mogherini.
    Lunedì Mrs Pesc incontrerà a Lussemburgo i ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 a cui proporrà di estendere la missione Eunavfor alla cosiddetta ‘fase 2b’, che consentirà alle navi coordinate dalla Cavour di entrare nelle acque libiche.
    “Non prenderemo decisioni formali – ha spiegato -, si tratta di avviare una discussione”. Da Tripoli Sarraj parteciperà all’incontro per telefono, segno che c’è già l’interesse del governo libico – sebbene ancora alle prese con la mancata piena legittimazione da parte del parlamento di Tobruk – di avviare i contatti con l’Ue sul tema. L’ampliamento del mandato della missione riguarderà inoltre l’addestramento della Guardia costiera libica e l’estensione del raggio di azione fino al Mediterraneo orientale, cioè alle coste greche.
    L’Alto rappresentante fa poi una tappa a Lampedusa, per incontrare il sindaco Giusi Nicolini e visitare il centro di accoglienza, diventato uno degli hotspot italiani nel piano Ue di redistribuzione dei profughi, piano su cui “alcuni Stati sono ancora troppo lenti”.
    Intanto su Via Roma, il corso di Lampedusa, si allestisce il maxischermo per la proiezione in serata di Fuocoammare, il film-documentario di Gianfranco Rosi, che con l’Orso d’oro ha reso giustizia allo spirito di accoglienza dell’isola, porta d’Europa. (ANSA).
   

Sophia sta bene e vive in Germania con la mamma. Nata in agosto su una nave italiana che aveva soccorso il suo gruppo, oggi nella foto che il Capitano di Marina mostra orgoglioso, è una bella bambina sorridente di 8 mesi. A lei si deve il nome dell’operazione europea di Eunavfor Med contro il traffico di esseri umani in acque internazionali, tra l’Italia e la Libia, che ha salvato finora 13 mila vite tra cui quelle di 800 bambini, proprio come Sophia. Operazione che ora l’Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, intende rafforzare proponendo di estenderla fino alle acque territoriali libiche in accordo con il governo di unità nazionale di Fayez al Sarraj, appena insediatosi a Tripoli. A un anno dall’ennesimo tragico naufragio di migranti al largo di Lampedusa, il 18 aprile 2015, in cui morirono 800 persone e che diede la scossa all’Europa, Mogherini sbarca dall’elicottero sul ponte di volo della portaerei italiana Cavour nel Canale di Sicilia, centro di comando dell’intera operazione, cui partecipano 24 Paesi Ue, guidata dall’Ammiraglio Enrico Credendino. E ne traccia un bilancio: 13 mila vite salvate dalle onde, 68 presunti scafisti fermati e consegnati alla giustizia italiana, 104 barconi della morte sequestrati e neutralizzati per impedirgli di tornare sulle coste libiche e ripartire con un nuovo carico di disperati in fuga. L’ultima grande operazione solo tre giorni fa, con il recupero di 737 persone, da parte della nave tedesca Frankfurt, poi trasferite ad Augusta. “Un anno fa qui c’erano le lacrime, e c’era solo l’Italia a farsene carico. Oggi c’è l’Europa”, ha detto Mogherini. “E mentre proviamo vergogna per i muri che vediamo alzare, qui c’è l’Europa migliore di cui dobbiamo essere orgogliosi”, ha aggiunto, invitando l’Austria a non alzare barriere ma “a mostrare il volto della solidarietà come fatto l’estate scorsa”.
Con la chiusura della rotta balcanica e con il mare che con la bella stagione spiana le sue onde, si prevede la ripresa dei flussi migratori da sud, che già nei primi mesi del 2016 sono aumentati del 55% rispetto a un anno fa. E’ quindi il momento di fare di più, è il messaggio di Mogherini.
    Lunedì Mrs Pesc incontrerà a Lussemburgo i ministri degli Esteri e della Difesa dei 28 a cui proporrà di estendere la missione Eunavfor alla cosiddetta ‘fase 2b’, che consentirà alle navi coordinate dalla Cavour di entrare nelle acque libiche.
    “Non prenderemo decisioni formali – ha spiegato -, si tratta di avviare una discussione”. Da Tripoli Sarraj parteciperà all’incontro per telefono, segno che c’è già l’interesse del governo libico – sebbene ancora alle prese con la mancata piena legittimazione da parte del parlamento di Tobruk – di avviare i contatti con l’Ue sul tema. L’ampliamento del mandato della missione riguarderà inoltre l’addestramento della Guardia costiera libica e l’estensione del raggio di azione fino al Mediterraneo orientale, cioè alle coste greche.
    L’Alto rappresentante fa poi una tappa a Lampedusa, per incontrare il sindaco Giusi Nicolini e visitare il centro di accoglienza, diventato uno degli hotspot italiani nel piano Ue di redistribuzione dei profughi, piano su cui “alcuni Stati sono ancora troppo lenti”.
    Intanto su Via Roma, il corso di Lampedusa, si allestisce il maxischermo per la proiezione in serata di Fuocoammare, il film-documentario di Gianfranco Rosi, che con l’Orso d’oro ha reso giustizia allo spirito di accoglienza dell’isola, porta d’Europa. (ANSA).