Sigarette eco-sostenibili
studenti green in cattedra

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Che i dottorandi organizzino convegni non è una novità, che lo facciano liberamente, scegliendo chi invitare al tavolo per dire cosa, questo sì. È il caso di Biouniverse, giornata di Che i dottorandi organizzino convegni non è una novità, che lo facciano liberamente, scegliendo chi invitare al tavolo per dire cosa, questo sì. È il caso di Biouniverse, giornata di incontri dedicata al mondo biotech organizzata dai quaranta studenti della Scuola di Dottorato in Biotecnologie dell’Università della Federico II. Giovanni Sanni, presidente della Scuola di Dottorato li ha sfidati: un piccolo budget, solo 1000 euro, per vedere cosa sarebbero stati in grado di metter su. “In effetti con quella cifra non avremmo potuto fare granché, così ci siamo messi a trovare sponsor per poter aumentare il nostro budget e pianificare tutto da soli: dalla scelta del luogo, al tema, al logo del congresso che è stato creato da noi”, spiega soddisfatta Lucia Giordano, tra gli studenti coinvolti nell’organizzazione. Pesticidi sì, ma fuori dai piatti Tra i soggetti coinvolti realtà del calibro di Dompè, Arterra, STMicroelectronics, CiaoTech e start-up come BioPox, FasTissues e “Detoxizymes”, start up del Cnr fondata daLuigi Mandrichinsieme ai colleghi dell’Istituto di Biochimica delle Proteine(Ibp)-Cnr di Napoli specializzata. La start-up ha come obiettivo lo sviluppo di enzimi innovativi con alta stabilità, per la detossificazione e decontaminazione di pesticidi, enzimi quindi che possono degradare pesticidi organofosfati in modo da averli fuori dal “piatto” ossia lontano da quello che mangiamo. Grande interesse tra gli studenti ha riscosso anche FasTissues, startup fondata da Alfredo Ronca dell’Istituto per i Materiali Compositi e Biomedici, incentrata sulla progettazione e realizzazione di scaffold compositi per la rigenerazione di tessuto osseo. Ottima ricerca, poca impresa L’attenzione degli studenti alle case history aziendali è per molti versi l’attenzione verso il loro futuro. Un futuro che nonostante la qualità della scuola napoletana (quella della Federico II è stata la prima facoltà di biotecnologie istituita in Italia) e la presenza di un distretto regionale di primo livello (Bioteknet), responsabile della governance di un network di ottantasei imprese, trentaquattro dipartimenti universitari e di ben sette istituti del Cnr, non è affatto semplice. La Campania del biotech è poco attrattiva. Non basta la presenza di strutture come Ceinge, Biogem, Tigem, o la Stazione Zoologica, il punto debole del nostro sistema è il fronte industriale. Gran parte delle aziende presenti, anche al convegno, sono diramazioni di multinazionali con un cuore produttivo e di progettazionemolto lontano dalle nostre latitudini. Il concorso per studenti Ma i ragazzi non si perdono d’animo. Lo dimostra il progetto vincente del concorso “Crea la ricerca” rivolto agli studenti delle lauree magistrali, che hanno dovuto scrivere un progetto di ricerca. Se lo aggiudicano Gennaro Sanità, Maria vittoria Verrillo e Francesca Corrado con un progetto che ha come scopo l’utilizzo di microrganismi da inserire all’interno dei filtri di sigaretta per facilitarne la biodegradazione una volta rilasciati nell’ambiente. I vincitori potranno usufruire di una borsa di studio messa a disposizione da VeneziePost per partecipare al tour “Progetto Studenti” nell’ambito della IV edizione di “Green Week” che si svolgera tra Venezia, Treviso, Belluno e Padova dal 20 al 22 febbraio.