Al congresso Usa il papa parlerà dei mali del capitalismo

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A cura di Antonio Arricale In occasione della sua visita al Congresso degli Stati Uniti, una delle tappe del viaggio che il Pontefice farà in America a settembre, Papa Francesco denuncerà A cura di Antonio Arricale In occasione della sua visita al Congresso degli Stati Uniti, una delle tappe del viaggio che il Pontefice farà in America a settembre, Papa Francesco denuncerà soprattutto le disuguaglianze del capitalismo. Lo ha detto il cardinale Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, collega latino-americano che il papa ha nominato come suo consigliere per il governo della Chiesa. Papa Francesco parlerà “non come un nemico del sistema o della cultura“, ma “come un pastore che vuole rendere il mondo migliore, soprattutto per coloro che non hanno voce in capitolo“. In occasione della sua elezione come capo di 1,2 miliardi di cattolici, Francesco ha chiesto “una Chiesa povera per i poveri” e l’impostazione del suo tono umile del suo pontificato ne è una conferma, per la decisione di vivere in una residenza modesta. Allo stesso tempo, ha fissato un ambizioso programma politico, a cominciare da quello di lobbying, cioè di pressione, per un accordo globale sul clima, per arrivare al crescente divario tra ricchi e poveri. Francesco si presenterà ai legislatori Usa con “lo stesso modo di pensare che ha espresso” in Evangelii Gaudium, la sua prima enciclica 2013. Nell’enciclica, Francesco ha attaccato “l’idolatria del denaro” e di un sistema finanziario “di esclusione e di disuguaglianze“, aggiungendo: “una tale economia uccide“. “Le leggi del libero mercato mirano a produrre più grandi entrate possibili al più basso più basso costo possibile“, ha detto Mariadaga. “Il cambiamento è necessario, rendendo il capitalismo più umano, altrimenti le disuguaglianze continuano a crescere e le disuguaglianze producono violenza, frustrazione, dolore e soprattutto insicurezza, in tutti i sensi”. Borse asiatiche Borse asiatiche incerte questa mattina dopo la chiusura di ieri a Wall Street apparsa poco brillante in scia al dato sulle vendite al dettaglio inferiori alle attese, circostanza che ha alimentato i dubbi sulle possibilità di crescita dell’economia USA. Il Nikkei ha chiuso in calo dello 0,98% a 19570 punti, poco mossa la borsa di Hong Kong (0,04%) mentre Seoul ha fatto registrare un progresso dello 0,29% e Shanghai oscilla attorno alla parità. Sul fronte macroeconomico da segnalare che secondo i dati comunicati dalla People’s Bank of China in aprile le banche cinesi hanno erogato prestiti per 707,9 miliardi di yuan (100,4 miliardi di euro), in calo da 1.180 miliardi (167 miliardi di euro) di marzo e contro 950 mil iardi di yuan (circa 135 miliardi di euro) del consensus del Wall Street Journal. Su base annuale la crescita dei prestiti pendenti è stata del 14,1% in aprile contro attese degli economisti per una lettura invariata rispetto al 14,0% di marzo. La People’s Bank of China ha reso noto che la massa monetaria M2 è cresciuta del 10,1% in aprile contro l’11,6% di incremento registrato in marzo (10,8% e 12,5% rispettivamente in gennaio e febbraio) e a fronte dell’11,9% del consensus.Secondo i dati dell’Ufficio nazionale di Statistica di Pechino, da gennaio ad aprile in Cina la vendita di case ha segnato un declino del 2,2% su base annua a 1.490 miliardi di yuan (211 miliardi di euro), con un significativo miglioramento rispetto alla flessione del 9,2% registrata nel primo trimestre. Secondo le elaborazioni del Wall Street Journal, però, nel solo mese di aprile il dato segna un aumento del 16,0% a 485,4 miliardi di yuan (circa 6 9 miliardi di euro), in quella che è la prima crescita annua per il settore dal dicembre del 2013. Nei primi quattro mesi del 2015 le nuove costruzioni residenziali e commerciali sono calate del 17,3% su base annua, anche in questo caso in miglioramento rispetto al declino del 18,4% del primo trimestre. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha peggiorato l’outlook sull’economia della Corea del Sud a causa della debole domanda interna. Le previsioni dell’Fmi sono per una crescita del Pil quest’anno del 3,1% contro il 3,3% stimato in aprile (per il 2016 le attese sono di un incremento del 3,5%). A inizio aprile la Bank of Korea aveva rivisto le sue stime di crescita del Pil nel 2015 dal 3,4 al 3,1% dopo il progresso del 3,3% registrato dall’economia sudcoreana nel 2014. In ambito societario invece il gruppo finanziario nipponico Sumitomo Mitsui Financial Group ha comunicato mercoledì il decl ino del 9,8% dei profitti netti dell’esercizio chiuso lo scorso 31 marzo a 753,61 miliardi di yen (5,56 miliardi di euro), a causa dell’aumento della spesa e della debolezza del settore dei prestiti in Giappone. Il dato si confronta comunque con quello del precedente esercizio che aveva beneficiato degli interventi del premier Shinzo Abe che avevano spinto i clienti retail a investire. Sumitomo ha segnato nell’anno un progresso dei ricavi del 4,5% a 4.850 miliardi di yen (35,8 miliardi di euro), a fronte di entrate da interessi in crescita da 1.480 a 1.500 miliardi di yen (da 10,93 a 11,07 miliardi di euro). Risultati che, comunque, il mercato non ha premiato, spingendo in declino del 2,8% il titolo a Tokyo. Toshiba aveva aperto questa mattina in rally di quasi il 6%, per poi vedere comunque erodersi gran parte dei guadagni fino a meno di un punto percentuale, dopo aver comunicato che la revisione degli utili operativi per gli anni fiscali dal 2011 al 2013 comporterà un taglio di “soli” 50 miliardi di yen (370 milioni di euro) rispetto a quanto comunicato in precedenza. Nei giorni scorsi la conglomerata industriale nipponica aveva ritirato le stime diffuse in precedenza sui risultati relativi all’esercizio chiuso lo scorso 31 marzo, annunciando il rinvio della presentazione del bilancio fino a dopo giugno a causa di possibili irregolarità contabili. Si tratta della seconda indagine relativa a pratiche di bilancio per Toshiba negli ultimi due anni anni. Il mese scorso Toshiba aveva annunciato la costituzione di una commissione per indagare sulle pratiche contabili, spiegando che era possibile che i costi di alcuni progetti infrastrutturali nell’esercizio iniziato nell’aprile 2013 fossero stati sottostimati. Il titolo Toshiba aveva perso quasi il 20% nella seduta successiva all’annuncio, complice anche la cancellazione della cedola per il secondo semestre. Borsa Usa A New York i principali indici ieri hanno chiuso la seduta poco mossi. Il Dow Jones ha perso lo 0,04%, l’S&P 500 lo 0,03% mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,11%. Le vendite al dettaglio sono rimaste invariate nel mese di aprile a fronte di attese pari a +0,2%, indicando un peggioramento rispetto al dato del mese precedente (+1,1%). L’indice escluso il comparto auto è cresciuto dello 0,1% su base mensile (consensus +0,5%). I prezzi alle importazioni sono diminuiti dello 0,3% nel mese di aprile, a seguito di un calo dello 0,2% in marzo, risultando al di sotto delle attese degli analisti, fissate su un incremento dello 0,3%. I prezzi alle esportazioni sono scesi dello 0,7% su base mensile (consensus +0,1%) e sono diminuiti del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2014. Le Scorte delle imprese hanno mostrato nel mese di marzo un incremento dello 0,1%, lievemente inferiore alle attese e alla rilevazione del mese precedente, entrambe fissate su un incremento dello 0,2%. Sul fronte societario Pall Corp. +4,43%. Danaher ha annunciato l’acquisto del produttore di sistemi di filtraggio per acqua e aria per 13,8 miliardi di dollari. Danaher +1,58%. La multinazionale, una volta concluso l’acquisto di Pall Corp., intende dividersi in due società indipendenti; una opererà nel campo “science and technology”, l’altra sarà specializzata nel settore industriale. Delta Air Lines +1,48%. La compagnia ha annunciato un piano per restituire agli azionisti 6 miliardi di dollari. In particolare è stato approvato un programma di acquisto di azioni proprie per 5 miliardi di dollari e sarà aumentato il dividendo trimestrale del 50% a 13,5 centesimi per azione. DuPont -6,79%. Il fondo Trian Partners non è riuscito a far eleggere nel board del gruppo chimico nessuno dei suoi candidati. Microsoft +0,58%. Deutsche Bank ha alzato il rating sul produttore del sistema operativo Windows a buy da hold. Macy’s -2,42%. La catena di grandi magazzini ha chiuso il primo trimestre con un utile in calo a 193 milioni di dollari (0,56 dollari per azione) da 224 milioni di un anno prima. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,62 dollari. I ricavi sono calati a sorpresa dello 0,7% a 6,23 miliardi. Il consensus indicava un incremento a 6,32 miliardi. United Technologies +0,56%. Il conglomerato ha annunciato un utile trimestrale superiore alle attese. L’Eps adjusted si è attestato a 1,51 dollari contro 1,45 dollari indicati dal consensus. Owen-Illinois +9,16%. Il produttore di bottiglie per Corona e Pepsi ha annunciato l’acquisto delle attività di imballaggio in vetro per alimenti e bevande della messicana Vitro SAB per circa 2,15 miliardi di dollari. Europa Indicazioni macro deludenti hanno penalizzano l’andamento dei listini europei, ieri. Chiusura in territorio negativo per Dax, -1,05% a 11.351,46 punti, e Cac40, -0,26% a 4.961,86, mentre Ibex e Ftse100 (+0,02 e +0,23%) hanno terminato di poco la parità fermandosi a 11.324,6 e a 6.949,63. Da Londra la Bank of England ha confermato che il primo incremento dei tassi sarà effettuato tra un anno riducendo la stima sulla crescita del Prodotto interno lordo 2015 di 40 punti base al 2,5% mentre il dato 2016 segna un rosso dello 0,3 al 2,6%. Nel trimestre terminato a marzo il tasso di disoccupazione britannico è sceso dal 5,6 al 5,5 per cento mentre, per quanto riguarda Eurolandia, la stima flash sul Pil del primo trimestre ha registrato un +0,4%, inferiore al mezzo punto percentuale stimato dagli esperti. Peggio del previsto anche l’aggiornamento relativo la produzione industriale, scesa a marzo su base mensile dello 0,3%. Sotto le stime anche i dati statunitensi su vendite al dettaglio, invariate ad aprile rispetto al dato precedente, e scorte delle imprese, +0,1% a marzo. Italia Piazza Affari ha chiuso in rialzo, riducendo però i guadagni nell’ultima parte di seduta, nel giorno che ha segnato il ritorno alla crescita per l’Italia. Nel primo trimestre il Pil tricolore è aumentato dello 0,3%, meglio delle stime delle stime degli analisti. Per l’Italia è il primo segno più del Pil dal secondo trimestre del 2012 e si tratta del ritmo di crescita trimestrale più alto da metà 2011. Crescita ai massimi degli ultimi due anni per la Francia, dove nei primi tre mesi del 2015 il Pil è aumentato dello 0,6%, mentre la Germania (+0,3%) ha visto rallentare il proprio ritmo di crescita, più che dimezzato rispetto al trimestre precedente. Ieri il Fmi ha invitato Berlino a fare di più per quanto riguarda gli investimenti pubblici, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,45% a 23.210 punti. Positivi i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato l’1,73% a 14,70 euro, Popolare dell’Emilia Romagna l’1,45% a 7,675 euro, Intesa SanPaolo il 2,18% a 3,272 euro, Ubi Banca il 4,86% a 7,43 euro. In controtendenza la Popolare di Milano, che ha lasciato sul parterre l’1,05% a 0,941 euro, e Mps, che ha perso lo 0,97% a 0,56 euro. Moncler (+9,13% a 17,69 euro) è volata all’indomani della trimestrale e dei buoni giudizi arrivati dagli analisti, come Banca Akros che ha alzato la raccomandazione sul titolo ad accumulate da buy. Bene Telecom Italia (+1,11% a 1,087 euro) in scia alla conferma da parte di Vimpelcom delle trattative in corso con Hutchinson Whampoa sulle controllate italiane Wind e 3 Italia. Acquisti sui titoli del Lingotto: FCA ha mostrato un progresso dello 0,30% a 13,23 euro, mentre CNH Industrial è avanzata dell’1,04% a 7,71 euro. Profondo rosso per Mediaset (-4,92% a 4,40 euro) all’indomani dei conti del primo trimestre e in scia alle bocciature arrivate questa mattina dagli analisti. Gli espert i di Equita e di Hsbc hanno tagliato il giudizio sul Biscione a hold dal precedente buy.


I dati macro attesi oggi Giovedì 14 maggio 2015 14:30 USA Indice prezzi alla produzione apr; 14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione.