Atene cerca alleati, oggi Tsipras è a Roma

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A cura di Antonio Arricale Continua il tour europeo del nuovo governo greco a caccia di alleati tra le capitali europee. Ieri il Ministro delle Finanze A cura di Antonio Arricale Continua il tour europeo del nuovo governo greco a caccia di alleati tra le capitali europee. Ieri il Ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis,ha incontrato l’omologo britannico George Osborne. “Abbiamo avuto una discussione costruttiva, ed è chiaro che lo stallo tra la Grecia e la Zona Euro è il rischio maggiore per l’economia globale. Esorto il ministro delle Finanze greco ad agire in modo responsabile, anche se è molto importante che l’Eurozona abbia un miglior piano per la crescita e l’occupazione“, ha dichiarato il Cancelliere dello Scacchiere. Poi, l’incontro con il collega francese Michel Sapin dal quale incassa l’appoggio di Parigi nella dura lotta per ridurre il fardello del debito che pesa su Atene. Ora l’offensiva diplomatica del neo governo punta su Roma. Oggi Varoufakis, incontrerà il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan, mentre il premier greco Alexis Tsipras, si vedrà con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e poi volerà alla volta di Bruxelles per incontrare il presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker. Intanto, un elemento nuovo è sicuramente già emerso dagli incontri. Il neo ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, infatti, ha presentato un piano per porre fine all’impasse sul debito greco. Stando a quanto riporta il Financial Times, è stato lo stesso ministro a riferire al quotidiano britannico che il governo di Tsipras non chiederà più una svalutazione del debito estero, per 315 miliardi di euro ma, piuttosto, un “menu di swap sul debito“, che include due tipi di nuovo bond. Il primo tipo di bond, indicizzato alla crescita economica nominale, andrebbe a sostituire i prestiti europei erogati nell’ambito dell’operazione di salvataggio; i secondi, che sono stati battezzati “bond perpetui“, sostituirebbero i bond greci detenuti dalla Bce. Varoufakis ha precisato che la sua proposta di scambio di debiti sarebbe di fatto una operazione di “piccola ingegneria sui debiti“, che eviterebbe il bisogno di utilizzare termini come svalutazione o “taglio” del debito, considerati, come precisa l’FT, politicamente inaccettabili dalla Germania e da altri paesi creditori, in quanto suonerebbero ai contribuenti come una perdita. “Quello che dirò ai nostri partner è che stiamo creando una combinazione di surplus primario di budget e di agenda di riforme – ha detto il ministro delle finanze greco – Dirò: Aiutateci a riformare il nostro paese e dateci un po’ di margine fiscale per farlo, altrimenti continueremo a soffocare e a diventare una Grecia deformata invece di una Grecia riformata“. Borse asiatiche Borse asiatiche contrastate questa mattina. A Tokyo il Nikkei ha archiviato la seduta in calo di oltre un punto percentuale attestandosi a quota 17335, Seoul ha chiuso pressoché invariata (-0,04%) mentre Hong Kong guadagna lo 0,2% e Shanghai sale del 2 per cento arrestando così l ‘ondata di vendite dell’ultima settimana. Il rimbalzo del prezzo del petrolio ha allentato le tensioni favorendo il ritorno agli acquisti sui titoli del comparto energetico. Tra i singoli titoli da segnalare che Lenovo (leader mondiale nella produzione di pc) ha presentato i risultati relativi al terzo trimestre segnati dal declino del 4,5% degli utili netti a 253 milioni di dollari, flessione inferiore alle attese degli analisti legata in gran parte all’acquisizione, chiusa lo scorso ottobre per 2,91 miliardi di dollari, di Motorola Mobility da Google. Nel trimestre terminato il 31 dicembre, il colosso cinese dei pc ha scontato anche un altro deal, quello da 2,1 miliardi di dollari sulla divisione server di fascia bassa di Ibm. I ricavi sono apparsi in crescita del 31% a 14,1 miliardi di dollari. Il titolo è volato in vetta all’Hang Seng di Hong Kong toccando un guadagno superiore all’8% nella seduta. Sul fronte macroeconomico il focus era sull’Australia in attesa della decisione della banca centrale sui tassi d’interesse. L’Istituto centrale ha deciso di tagliare il tasso di riferimento di 25 punti base al 2,25%. In Giappone invece il Ministero delle Finanze ha annunciato di aver collocato 2191,2 mld yen in titoli a 10 anni. Il rendimento del JGB e’ salito a 0,313% (dal precedente 0,295%) e le richieste hanno superato il quantitativo offerto di 2,68 volte, contro le 3,42 dell’asta del 6 gennaio. Borsa Usa A New York i principali indici hanno chiuso la prima seduta dell’ottava in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,14%, l’S&P 500 l’1,3% e il Nasdaq Composite lo 0,89%. La giornata è stata caratterizzata da due momenti. Nel primo, con gli indici negativi, hanno avuto la meglio alcuni dati macroeconomici poco entusiasmanti. Nella seconda parte il recupero del comparto energetico, favorito dall’ulteriore rimbalzo del prezzo del petrolio, e il possibile accordo tra Grecia e Bce, hanno permesso ai listini di balzare sopra la parità. Il reddito personale è aumentato di 41,3 miliari di dollari (+0,3%) secondo il Bureau of Economic Analysis. Le attese erano per un incremento dello 0,2%. La spesa per consumi personali PCE è invece diminuita di 40 miliardi di dollari (-0,3%) a fronte di un calo dello 0,1% atteso, indicando il maggior calo dal 2009. L’indice dei prezzi principali PCE è diminuito dello 0,2% a dicembre. Su base annuale è invece cresciuto dell’1,3%. Markit Economics ha rivisto al rialzo la lettura preliminare dell’Indice PMI Manifatturiero relativo al mese di gennaio a 53,9 punti, dai 53,7 punti della prima lettura, risultando invariata rispetto a dicembre e segnalando il progressivo miglioramento delle condizioni di business. Nel mese di gennaio l’Indice ISM Manifatturiero è sceso a 53,5 punti dai 55,5 punti del mese precedente. Il dato è risultato inferiore alle attese degli analisti che avevano stimato un valore pari a 54,5 punti. La spesa per le costruzioni è aumentata nel mese di dicembre dello 0,4%, deludendo però le attese degli economisti fissate su un incremento dello 0,7%. Tuttavia è stato rivisto al rialzo il dato di novembre da -0,3% a -0,2%. Europa Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,8%, il Cac40 di Parigi lo 0,9%, il Ftse100 di Londra lo 0,8% e l’Ibex35 di Madrid l’1,5%. Piace la proposta della Grecia di scambio dei titoli di Stato esistenti con nuovi bond (uno indicizzato e uno perpetuo). Petroliferi, minerari e bancari guidano i rialzi. Tra i singoli titoli Barclays +2%. Morgan Stanley ha alzato il rating sul titolo della banca britannica a overweight da equal weight. Areva -2%. Lo specialista nucleare ha avvertito che i risultati 2014 saranno appesantiti da nuove svalutazioni. Banco Santander +1%. L’istituto spagnolo ha aumentato l’utile nel quarto trimestre del 70% a 1,46 miliardi di euro. Italia Il Ftse Mib segna +1,35%, il Ftse Italia All-Share +1,28%, il Ftse Italia Mid Cap +0,73%, il Ftse Italia Star +0,89%. Inizio di seduta positivo per i titoli del comparto petrolifero grazie al rialzo dei prezzi del greggio: il WTI tocca i 50,82 dollari/barile (massimo dal 15 gennaio), mentre il Brent raggiunge i 56,42 (massimo dal 5 gennaio). Il rimbalzo del greggio viene attribuito allo sciopero in corso negli USA presso alcune raffinerie e soprattutto alla notizia del fine settimana riguardante la disattivazione di 90 piattaforme di trivellazione sempre negli USA. L’indice EURO STOXX Oil & Gas balza in avanti del 2,5%. A Milano guadagnano terreno Saipem (+2,8%), Tenaris (+3,6%) ed Eni (+2,7%). Acquisti sui bancari con l’indice FTSE Italia Banche a +1,5% e l’EURO STOXX Banks a +2,1%. Lo spread BTP/Bund scende a 123 bp e il rendimento del decennale all’1,56% dopo l’intervista al Financial Times in cui il ministro delle Finanze della Grecia, Yanis Varoufakis, ha spiegato il piano ellenico per uscire dall’impasse: si tratta di un doppio swap tra i vecchi titoli di Stato e nuovi bond. Questi ultimi sarebbero di due tipi: uno indicizzato alla crescita economica nominale e l’altro un’obbligazione irredimibile (perpetua). A Milano si mettono in evidenza Unicredit (+1,8%), Banco Popolare (+1,8%), e Intesa Sanpaolo (+1,4%). Prosegue il rally dei titoli del settore cemento: oggi brilla Italcementi (+5,1%) che ieri era rimasta attardata, seguita da Buzzi Unicem (+2%) e Cementir (+1,3%). In verde FCA (+1,5%) con i dati sulle immatricolazioni in Italia a gennaio: il mercato ha fatto segnare un +10,9% a/a mentre Fiat Chrysler Automobiles ha registrato un +11,4%. La quota di mercato sale al 28,3 per cento rispetto al 28,2 per cento dell’anno scorso. In rialzo Enel (+1,2% a 4,01 euro): secondo MF è allo studio un progetto di semplificazione societaria tramite incorporazione di Endesa Chile in Enersis. UBS ha confermato la raccomandazione BUY e il target a 5 euro su Enel.


I dati macro attesi oggi Martedì 3 febbraio 2015 10:30 GB Indice PMI costruzioni gen; 11:00 EUR Indice prezzi alla produzione dic; 11:00 ITA Inflazione (prelim.) gen; 16:00 USA Ordinativi industriali dic.